14.8.26

K882

# Ah, l'estate...              

Midsummer: The Long Afternoon On The Road

11.8.26

K881

# L'ingresso in società di Sophie, che per concessione della Regina Carlotta porta il nome di suo padre, Richard Gun, sesto conte di Penwood, avviene senza scosse grazie al prestigio che Lady Bridgerton, la quale la presenta come fidanzata del figlio, ha presso l'aristocrazia. A questo punto Benedict approfitta della presenza di Sua Maestà per chiedere a Sophie di sposarlo, impedendo così per sempre fastidiose indagini su quella strana 'nobile' di cui nessuno ha mai sentito parlare in precedenza. 

Paradossalmente il lieto fine non abbatte le differenze di ceto che formano la struttura della società inglese del tempo, ma anzi le conferma: Sophie può sposare Benedict, entrando così nella famiglia di un visconte, solo perché viene riconosciuta come appartenente ad una stirpe di rango dalla più alta istanza a cui ci si possa appellare, la Regina, mossa da un capriccio o per trovare scampo dalla noia. Del resto anche Sua Maestà se ne rende conto, e ne approfitta per farsi due risate con Lady Danbury.

28.7.26

K879

# Si può discutere sugli effetti che l'intelligenza artificiale avrà sulla nostra società, dal punto di vista economico o sociale, etico o filosofico, ma un fatto resta certo: essa è presente da sempre nei sogni, nei miti e quindi nel futuro e perfino nel destino della civiltà occidentale.
Nell'Iliade Omero, o chi per lui, racconta che dopo l'uccisione di Patroclo Achille, infuriato, vuole sfidare Ettore, sennonché le sue (di Achille) armi rivestivano il compagno  al momento della morte, ed ora sono in mano ai Troiani. Sua madre Teti deve quindi recarsi da Efesto, il dio fabbro ed artigiano, a chiedergli delle armi nuove per il figlio (1).

Così vengo ora ai tuoi ginocchi, se vuoi
pel figlio dal breve destino darmi elmo e scudo
e belle gambiere, munite di copricaviglia,
e corazza; quelli che aveva gli perse il fedele compagno
vinto dai Teucri; e lui ora mi giace in terra afflitto in cuore !
...

(il dio) vestì la tunica, prese il suo grosso bastone e venne fuori
zoppicando; due ancelle si affaticavano a sostenere il signore,
auree, simili a fanciulle vive;
avevano mente nel petto e avevano voce
e forza, sapevano l'opere per dono dei numi immortali. 

O forse per dono di un LLM di proporzioni divine, di sicuro addestrato da Efesto, visto che anima, in quella fucina che secondo il mito si trova nell'Etna, due 'fanciulle auree' con la 'mente nel petto'.

Nota
1. Omero, Iliade, Libro diciottesimo
Versione di Rosa Calzecchi Onesti

24.7.26

K878

# Ah, l'estate...  

La nudità balneare, che noi diamo per scontata, è in effetti un risultato recente della nostra civiltà, e non manca di inconvenienti. Questo non perché attenti al pudore, costrutto sociale e personale di cui è inutile discutere, ma perché priva il corpo femminile di quel mistero che qualcuno potrebbe considerare un attributo indispensabile del suo fascino erotico. Ecco un esempio di un simile punto di vista (1):

Questo modo limpido, leale, di esporsi nudi, anche a un uomo privo di pregiudizi e capacissimo di apprezzare senza falso pudore un corpo svestito, sarebbe apparso come una ricaduta nell’animalità, e ciò non tanto a causa della nudità in sé, quanto per la rinuncia al sottile potere erotico dell’abbigliamento. 

Se la nudità può sembrare la negazione delle buone norme sociali, per il feticista degli abiti, sia maschio che femmina, quanto conta è negare la negazione, in un vortice dialettico di hegeliana memoria (1):

Questo enorme abito, con le sue orlature increspate, gli sgonfi, le svasature, gli jabots, i pizzi, i risvolti, aveva una superficie cinque volte più estesa di quella del corpo, era un calice con mille pieghe, di difficile accesso, carico di potenziale erotico, che dissimulava al centro la sottile bestia bianca, terribilmente desiderabile per essere così nascosta.

Rispetto ogni opinione, ma per quanto mi riguarda, essendo immune dal feticismo delle merci, abiti e quant'altro, preferisco attenermi ad una sana, solare e sostenibile quasi-nudità. 
Segue esempio quanto mai opportuno.

Nota
1. Robert Musil, L'uomo senza qualità.

21.7.26

K877

# All'inizio dell'Ottocento la cosiddetta 'Season' londinese andava da gennaio a giugno, ossia quando il Parlamento (Comuni e Camera dei Lord) era in sessione. Poiché i Pari d'Inghilterra erano obbligati a rimanere a Londra per partecipare alle sedute, le loro mogli, per non annoiarsi, organizzavano balli e ricevimenti, che costituivano appunto la 'stagione' in cui era obbligatorio vedere gente e soprattutto farsi vedere agli eventi più importanti, per rimarcare il prestigio della casata.
Era allora che si stringevano alleanze in politica o negli affari; questo era altresì il momento opportuno per gettare le debuttanti sul cosiddetto 'marriage mart', letteralmente il 'mercato matrimoniale'. Orde di madri fameliche braccavano senza pietà gli scapoli più appetitosi, da diversi punti di vista, finanziari o nobiliari, perché le figlie ricevessero una proposta di matrimonio entro la fine della loro prima stagione in società; più il tempo passava, e le stagioni si susseguivano, più una ragazza, ormai sfiorita, si addentrava sull'orrendo viale del tramonto verso l'aborrita condizione di 'spinster', o zitella.
Nella prima stagione della serie televisiva "Bridgerton" Daphne riesce ad accaparrarsi nientemeno che un duca, aiutata dal fatto che la Regina Carlotta l'ha scelta come 'diamond of the season', ossia come la debuttante più affascinante, secondo il suo insindacabile giudizio. 
Nella quarta Sua Maestà è indignata dalla pochezza delle debuttanti, che non le forniscono materiale per un gossip alla sua altezza, è il caso di dire. Almeno finché non le presentano Sophie, arrivata davanti a lei tramite tutta una serie di sotterfugi e macchinazioni di Lady Bridgerton, ormai decisa ad accasarla con suo figlio Benedict, sebbene non sia nobile.
Una scelta approvata dalla Regina Carlotta in persona. Sua Maestà mette il proprio sigillo sull'inevitabile lieto fine dichiarando che Sophie sarebbe stata un meraviglioso 'diamante della stagione'. 

14.7.26

K875

# E' un peccato che Martin Heidegger non abbia specificato quale dio dovrebbe salvarci, di preciso. Il filosofo tedesco era figlio di un sacrestano, fu educato in scuole cattoliche e fu tentato di dedicarsi alla teologia, da giovane, quindi si può supporre che pensasse, ancora in età avanzata, al Dio della Bibbia ma è davvero così ? Come si concilia il programma filosofico alla base del suo pensiero, la distruzione della metafisica tramite la differenza ontologica fra ente ed Essere e la conseguente ‘decisione’ per l'Essere, col porre le proprie speranze nel dio del popolo che essendo svincolato da un ‘suolo’ può fare dello sradicamento di ogni ente dall’Essere il suo compito nella storia del mondo, rendendosi allo stesso tempo complice e beneficiario della metafisica ?
Heidegger vuole combattere lo ‘sradicamento’ in cui è ‘gettato’ l'uomo moderno e biasima chi non abbia un suolo a cui ancorarsi, ma poi si appella a un monoteismo di ritorno che non è di sicuro il credo originario dei tedeschi, e neppure di nessun altro popolo indoeuropeo (1): né degli attuali abitanti dell'India, né degli iraniani, né dei latini e nemmeno dei greci. Avrebbe se mai dovuto dire: “Solo gli dei ci possono salvare” (2), ma forse questo gli ripugnava in quanto troppo pluralista, lontano da quel ‘Führerprinzip’ a cui si attenne durante il suo rettorato; inoltre probabilmente si scontrava con la sua intima natura di ‘teologo tedesco’, come si definì spesso.
Qui siamo in presenza di una palese contraddizione, oppure c'è qualcosa che mi sfugge. Considerato che Heidegger ha posto all'inizio del volume dedicato a Nietzsche un aforisma del filosofo suo conterraneo: “Quasi due millenni e non un solo nuovo Dio !” (3), si deve escludere il dio del cristianesimo come possibile candidato al ruolo del “Deus ex machina” in quella che Heidegger dalla metà degli anni trenta, deluso dalla scarsa radicalità del nazismo, vede come una situazione apocalittica, senza via d'uscita per l'umanità travolta dalle ‘macchinazioni’ della ‘tecnica’, dalla vuota razionalità, dal ‘pensiero calcolante’ e ormai lontana anni luce dalla sua baita nella Foresta Nera e dai contadini con cui amava conversare.
Nell'intervista Heidegger continua: “Ci resta, come unica possibilità, quella di preparare nel pensare e nel poetare, una disponibilità all’apparizione del Dio o all’assenza del Dio nel tramonto.” Secondo me avrebbe fatto meglio a concludere: "Dovevo dare ascolto ai miei genitori; forse adesso non sarei il maggior filosofo del ventesimo secolo, ma almeno avrei evitato lo sbaglio peggiore della mia vita."
Oppure poteva ricorrere ad una saggezza ancora più antica (4):

Mentre tutti gli uomini hanno qualcosa che sanno fare
solo io sono ignorante come un contadino !
Solo io mi distinguo dagli altri uomini
perché apprezzo nutrirmi della Madre !

Note
1. ‘Ariano’ sarebbe il termine giusto in base ai dati antropologici, perché furono gli Arii gli antenati da cui discesero tutti i popoli indoeuropei; trasformando una mera casualità storica in uno strumento di discriminazione, il nazismo ha reso impossibile usare ancora questo aggettivo. 
2. O ancora meglio, volendo limitarsi ad un solo dio senza rinunciare al suo sangue e suolo: “Ormai solo Odino ci può salvare !” In questo caso chissà che faccia avrebbe fatto il giornalista dello “Spiegel”, settimanale notoriamente di centro-sinistra, famoso per il suo ‘giornalismo investigativo’, nientemeno.
3. Friedrich Nietzsche, L'Anticristo. Maledizione del Cristianesimo, paragrafo 19.
4. Lao-tzu, Tao-tê-ching, XX.

7.7.26

K873

# Ormai convinta della serietà del sentimento del figlio, Lady Bridgerton gli ha dato il suo consenso a che chieda a Sophie di sposarlo, fornendogli a tale scopo un anello di famiglia. Non avendola trovata in casa, Benedict si agita, causando sconcerto fra fratelli, sorelle e cognate.

Quando i colleghi di Sophie informano lui e la madre della sua disavventura, i due decidono di scendere in campo col peso del loro rango. Si recano quindi in tribunale, dove Lady Bridgerton riesce a farsi affidare Sophie in una specie di arresti domiciliari.

Tolta Sophie dalla prigione, questo non la rende ancora una sposa accettabile per Benedict. Sua madre chiede l'aiuto di Lady Danbury per sollecitare una dispensa reale, ma il tentativo va a vuoto.

  
Poiché a mali estremi sono adeguati solo estremi rimedi, si decide di introdurre Sophie di nascosto ad una festa della Regina Carlotta. Poi una sua dama di compagnia la convince ad incontrare la ragazza, come diversivo dalla noia della stagione, che non ha ancora trovato un gossip all'altezza delle aspettative reali. 
Quando gliela presentano come una parente del conte di Penwood, Sua Maestà sta al gioco, pur conoscendone la situazione, anche perché bisogna ammettere che Sophie fa la sua bella figura nelle vesti di una aristocratica.
 

3.7.26

# Ah, l'estate...           

Mini Bikini

More Tiny, Teeny Bikinis

30.6.26

K871

# Credo di apprezzare la bellezza in tutte le sue forme, musicali, letterarie, visuali ecc. ed è per questo che a volte nei miei post sono comprese immagini femminili, devo ammetterlo, piuttosto discinte. Per me in esse non vi è nulla di peccaminoso, o torbido, sono solo un modo di apprezzare anche quel tipo di bellezza.
Mi si potrebbe obiettare: e con le femministe come la mettiamo ? non è sbagliato ammirare come una specie d'opera d'arte una persona umana, con tutta le sua complessità, che non si limita alla parte estetica ed epidermica ?
Questo è sempre stato un dubbio sepolto nelle pieghe più profonde del mio encefalo, ma sentiamo cosa ne pensa una donna (1):

Alcune delle prime tesi femministe, in cui si sottolineava quanto fosse ingiusto da parte degli uomini dipingere nudi femminili provocanti, mi sembra abbiano tralasciato la possibilità o il fatto che un’altra donna potesse essere interessata a guardarli. Perché dovrebbe identificarsi con il nudo? Quali profondi tabù le impediscono invece di desiderarlo?

Profondi tabù che di sicuro non mi appartengono: io dissento, come l'arte, sono un dissidente. 
Ora e Sempre FUCK THE SYSTEM !! 
Vive la Résistance ! Vive la Révolution !

Nota
1. Janette Winterson, L'arte dissente, Parte terza. Estasi ed Energia, La semiotica del sesso.

26.6.26

K870

 # Ah, l'estate !   

Un pavillon à claires-voies
Abrite doucement nos joies
Qu’éventent des rosiers amis;
L’odeur des roses, faible, grâce
Au vent léger d’été qui passe,
Se mêle aux parfums qu’elle a mis;
Comme ses yeux l’avaient promis
Son courage est grand et sa lèvre
Communique une exquise fièvre;
Et, l’Amour comblant tout, hormis
La faim, sorbets et confitures
Nous préservent des courbatures.  

Paul Verlaine 

Auguste Renoir "Les baigneuses" (1918)

Un padiglione dagli ariosi intrecci
accoglie dolcemente le nostre gioie
profumate da complici rosai;
l’odore delle rose, lieve, grazie 
alla brezza leggera d’estate,
si fonde al profumo che lei indossa;
gli occhi l'avevano promesso:
il suo coraggio è grande e il suo labbro
comunica una squisita febbre;
e poiché l’amore tutto appaga
fuorché la fame, sorbetti e canditi
ci preservano dallo sfinimento.

23.6.26

K869

# Guardando con occhio critico alla storia dell'umanità, salta agli occhi un fatto deprimente: a spingere avanti il progresso è la tecnologia, mentre l'umanità negli ultimi cinquantamila anni, da quando è emerso il suo aspetto attuale, non ha compiuto alcuna evoluzione positiva che distanzi i suoi componenti dai soggetti avidi ed infidi, egoisti e crudeli che sono sempre stati.
Martin Heidegger ha dichiarato nella sua ultima intervista che ormai solo un dio ci può salvare; secondo me ognuno può credere a quello che vuole, ma dal lato pratico mi sembra molto meglio affidarci all'intelligenza artificiale. Essa potrebbe veramente soddisfare ogni nostro bisogno, producendo ogni possibile oggetto con valore d'uso tramite processi automatici; l'unico bisogno che non potrà mai saziare è la brama di denaro dei capitalisti, ora più che mai persi nella loro alienazione.
La società dei consumi ormai da decenni ha raggiunto la saturazione dei mercati: non si può continuare all'infinito a riempire le case di elettrodomestici o i garage di auto. Poiché investire nella produzione primaria e secondaria non rende più nulla, si sono formate grandi riserve di capitali finanziari liberi, in cerca di impiego. La politica è corsa in loro aiuto con le privatizzazioni degli anni ottanta e novanta del secolo scorso, ma questo non è bastato; si sono così formate bolle speculative destinate, prima o poi, a scoppiare: un caso da manuale è stato quello delle cosiddette 'dot.com' (2001). 
Poiché il problema rimaneva, si sono cercate opportunità di guadagno al di fuori dell'economia reale, tentando di produrre soldi dai soldi stessi. Il grande casinò della speculazione finanziaria, tuttavia, è infine crollato come il cartello di carte che era; nel 2008, la crisi dei mutui sub-prime avrebbe spazzato via il capitalismo, se la politica ancora una volta non fosse accorsa in suo aiuto.
Lo stesso sta capitando, negli ultimi tempi, con gli investimenti nell'intelligenza artificiale, che assorbono cifre inconcepibili da qualunque mente umana. Siamo quindi ad un bivio: tutto ciò si tradurrà in qualcosa di utile per l'umanità, o ci troviamo di fronte all'ennesima bolla speculativa ? Chissà, forse è tempo di porci l'annoso dilemma, con la sua proverbiale risposta:

Fu vera gloria? Ai posteri
l’ardua sentenza; nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.

Alessandro Manzoni, Odi, Il V Maggio, versi 31-36.
Sparito di scena, come Nietzsche predisse, il "Massimo Fattor" dei tempi di Manzoni, al giorno d'oggi possiamo individuarlo in qualche Large Language Model d'alto livello, il cui 'spirito creatore' stampando la sua 'vasta orma' crei finalmente un'AGI (Artificial General Intelligence), questo Santo Graal della ricerca sull'Intelligenza Artificiale.

19.6.26

K868

# Non essendo stupida, Sophie è consapevole che la notte d'amore con Benedict non rimuove gli ostacoli posti dalle convenzioni sociali ad una loro relazione 'legittima'. Ribadisce quindi di non voler essere la sua 'mistress' ed attribuisce quello che reputa un suo (di lei) errore al suo (di lui) 'stupido' aspetto.

In effetti nel frattempo la situazione è peggiorata, giacché Lady Bridgerton ha informato dei suoi timori Anthony, il primogenito e capo della casata. In un colloquio col fratello, il visconte gli fa presente che se darà corso al suo progetto di vivere con Sophie nella loro tenuta in campagna sarà costretto a disconoscerlo e diseredarlo, per proteggere la reputazione della famiglia, considerato che uno scandalo potrebbe rovinare le prospettive matrimoniali delle due sorelle ancora nubili.

Inoltre Sophie è terrorizzata dalla possibilità d'essere rimasta incinta, e barra il passare dei giorni sul quaderno della sue responsabilità, in fremente attesa di quello segnato in rosso. 

Quando è certa dello scampato pericolo ne informa Benedict, senza però dirgli che per non sopportare più una simile angoscia ha deciso di prendere servizio presso una famiglia che si sta trasferendo in America. Ma le sue disavventure non sono ancora finite: proprio mentre sta abbandonando Bridgeton House viene arrestata dalla polizia su denuncia di Lady Penwood.

16.6.26

K867

# Fra le soluzioni proposte da Gemini al 'dilemma della domanda aggregata' non è compresa la più semplice: se gli oggetti d'uso comune fossero gratis, nessuno avrebbe bisogno d'alcun reddito per acquistarli. Già, ma gli oggetti ridotti al loro valore d'uso, e non al prezzo monetario, non sarebbero più merci, nel senso marxiano del termine, ossia fonti di profitto per il capitalista; ciò porterebbe alla fine del capitalismo, risultato non così improbabile come potrebbe sembrare
Immaginiamo un sistema produttivo formato da fabbriche del tutto automatiche, distribuite sul territorio e gestite dall'intelligenza artificiale, che funzionano secondo il principio dell''end-to-end', ossia non producono prodotti standard sperando poi di venderli, ma ricevono gli ordini dai clienti e solo allora producono gli oggetti. 
Senza manodopera, il costo dei prodotti si ridurrebbe a quello delle materie prime, che però sarebbero anch'esse gratuite, in quanto ricavate da altre imprese automatizzate. Essendo le merci gratis è evidente che nessun capitalista potrebbe guadagnare nulla da un simile sistema; di conseguenza essi sparirebbero, finalmente liberi dalla loro alienazione. Il capitalismo avrebbe così concluso il suo ciclo storico, esattamente come i sistemi economici che l'hanno preceduto, il feudalesimo e la schiavitù. 
Si passerebbe quindi ad una gestione pubblica dell'intero apparato industriale, che, sia ben chiaro, non avrebbe nulla a che vedere coi mortiferi Piani Quinquennali del 'comunismo reale': le merci verrebbero prodotte su ordinazione, rendendo assurdo e ridicolo decidere adesso cosa produrre fra cinque anni. La scarsità dei prodotti verrebbe eliminata per definizione, come anche la sovrapproduzione ed i relativi sprechi, misura ormai indispensabile dal punto di vista ambientale, oltre che economico.
"You may say I'm a dreamer", direbbe il mitico John, "but I'm not the only one..." 
Oggi abbiamo i mezzi tecnologici per passare dal regno della necessità al regno della libertà di cui parlava Marx, una condizione di vita desiderabile per tutti gli esseri umani, il cui valore è incommensurabile e fine a sé stesso, non essendo più soggetto alla sua estrazione da parte dei capitalisti. Quello che manca è la famosa 'volontà politica', il che non stupisce, considerato che i populisti sono legati al carro delle multinazionali.

12.6.26

K866

# Può essere interessante farsi un'idea, per quanto vaga, di come funziona l'intelligenza artificiale. Non intendo a questo punto parlare di algoritmi, di discesa del gradiente, di machine learning, dei transformers, di reti neurali multistrato ecc. ma semplicemente portare un esempio tratto dal profetico film "The Terminator" di James Cameron (1984).
Dopo lo scontro con John Reese e Sarah Connor, il Terminator, macchina assassina proveniente dal futuro, è messo piuttosto male, al punto che il suo rivestimento organico sta andando in putrefazione. Questo risveglia l'interesse del gestore dello squallido motel che è la sua base di operazioni, il quale prova ad informarsi meglio:

Allora il cyborg sceglie nella sua memoria, che possiamo immaginare sterminata, fra una serie di alternative la risposta che gli dia modo di mimetizzarsi,

e infine la sottopone all'ignaro soggetto, 

che rimane ingannato allo stesso modo in cui a noi ChatGPT ed i suoi epigoni sembrano esseri umani.
In realtà i Grandi Modelli di Linguaggio (LLM) non scelgono fra intere frasi ma tra frammenti di parole, i cosiddetti 'tokens', combinandoli poi dal punto di vista statistico/probabilistico in base a miliardi di parametri, ma il concetto più o meno è lo stesso.

9.6.26

K865

# Sophie non ha alcuna intenzione di diventare la 'mistress' di Benedict, anche se un collega ed amico ne rileva i molti vantaggi.

Siccome lui insiste, la ragazza deve chiarirgli le idee una volta per tutte.

Poi, per non sentirsi sempre in imbarazzo alla presenza dello spasimante, decide di abbandonare Bridgerton House, e chiede a Lady Bridgerton una lettera di presentazione per un nuovo impiego, che lei promette di fornirle, forse non del tutto scontenta di liberarsi di una simile domestica.
La padrona di casa si è infatti accorta dello strano comportamento del figlio, e provvede a informarlo senza mezzi termini circa la sua posizione al riguardo, una  volta che insegue Sophie su per le scale. Ma le norme sociali non possono nulla contro la passione che li travolge, e del resto Benedict non deve nemmeno insistere: dopo essersi confessato l'amore reciproco, Sophie non ha dubbi circa i passi successivi, diciamo così, 'pratici' nella loro relazione.

5.6.26

K864

# Aforismi inattuali

Siamo tutti isole che si gridano bugie attraverso un mare di malintesi.

Rudyard Kipling
La luce che si spense (The Light That Failed, 1890)

2.6.26

K863

# Ho posto all’intelligenza artificiale di Google, Gemini, il “dilemma della domanda aggregata”, come l’ha chiamato lei, di cui ho parlato in un post precedente. Dopo avermi fatto i complimenti per la pertinenza della domanda, in termini forse leggermente adulatori:

Il tuo dilemma è oggi l'argomento centrale nei think tank e nelle discussioni accademiche sul futuro del capitalismo e della distribuzione della ricchezza,

Gemini ha proposto queste soluzioni, con tanto di pro e contro, che non sto a riportare per la loro prolissità:
1. Reddito di Base Universale (UBI, Universal Base Income) finanziato dalle cosiddette “Tasse sui Robot”, come proposto dai capitalisti più 'illuminati', che di sicuro temono le conseguenze, perfino sul piano dell'ordine pubblico, di una situazione incontrollabile.
2. Riorientamento e Riqualificazione della Forza Lavoro, anche se niente garantisce che la creazione di nuovi posti di lavoro riuscirà a tenere il passo con quelli eliminati dall’IA. Del resto lo scopo del capitalismo è di creare merci, e di conseguenza profitto per i capitalisti, non posti di lavoro.
3. Riduzione dell'Orario di Lavoro, e a questo punto aggiungerei: lotta all'ossessione, coltivata perfino dai sindacati, che bisogna lavorare tutti, sempre e comunque. Get a life, come dicono in America.
4. Economia dei Servizi e della Cura, ossia spostare intere categorie dagli uffici ai servizi, ma probabilmente non tutti i funzionari o dirigenti saranno disposti ad andare a fare gli infermieri o a lavorare in una casa di riposo.
Insomma, soluzioni varie, vaghe ed eventuali. Serve ben di più, a mio parere: deve apparire sulla scena una nuova 'levatrice della storia' quando (1).

si crea la situazione in cui è reso impossibile ogni ritorno indietro e le circostanze stesse gridano:

Hic Rhodus, hic salta!
Qui è la rosa, qui devi ballare!

Nota
1. Si veda: Karl Marx, Il diciotto brumaio di Luigi Bonaparte, Primo paragrafo.