29.5.26

K862

# Benedict ha promesso a Sophie di trovarle un lavoro, quando fossero tornati a Londra; lei tuttavia non è entusiasta sentendosi proporre di lavorare a Bridgerton House: la continua vicinanza dell'affascinante nobile non la fa sentire molto sicura di se stessa. Del resto anche Lady Bridgerton ha qualcosa da ridire, visto che la contessa Penwood ha seminato calunnie sul conto dell'ex dipendente; Benedict però non tarda a farle cambiare idea, rivelandole come Sophie gli abbia salvato la vita.

La ragazza assume così il ruolo di cameriera personale delle due sorelle di Benedict ancora nubili, Eloise e Hyacinth. Presto si fa ben volere, dalla prima per la sua cultura, davvero insolita in una domestica, e dalla seconda per il suo buon carattere; anche Lady Bridgerton è soddisfatta di lei, e dopo un breve periodo di prova le offre una posizione permanente nella magione. 
L'impiego sarebbe ideale per Sophie, non fosse per la presenza di Benedict, che si trova intorno ogni minuto, chissà come mai. Questo la pone in serio imbarazzo, ma lui è certo che in realtà non disprezzi affatto le sue attenzioni; così, secondo la consuetudine dei nobili del suo rango, durante un bollente incontro su di una scala di servizio le chiede di diventare la sua 'mistress'.

Un passo davvero inopportuno: nella società del tempo lo status di una 'mistress' (amante, mantenuta) era solo di mezzo gradino superiore a quello di una prostituta. Di certo Sophie avrà qualcosa da ridire in merito, e forse Benedict, con questa mossa avventata, l'ha perduta per sempre.

26.5.26

K861

# L'impatto che l'intelligenza artificiale avrà sui sistemi economici dei paesi sviluppati si può senz'altro paragonare alle precedenti rivoluzioni industriali (l'uso del vapore e poi dell'elettricità come fonte di energia, il fordismo nella produzione di massa, l'introduzione dei computer e della comunicazione mobile ecc.). Una novità saranno i suoi devastanti effetti sull’occupazione.
Chi produceva carrozze o allevava cavalli si è potuto trasformare in operaio di fabbrica, mentre oggi chi svolge un lavoro cognitivo di routine si vedrà sostituito dall'IA senza poter trovare un'altra sistemazione adeguata: se un modello linguistico (LLM) anche di basso livello può emettere fatture o pagarle, gestire i conti e la loro revisione, il magazzino e gli acquisti per rifornirlo ecc, che ci stanno a fare gli impiegati ? Per non parlare dei servizi finanziari e bancari, le cui locazioni fisiche ormai sono frequentate solo da svantaggiati dal punto di vista dell’età o dell’istruzione. O dei programmatori informatici, per i quali l'IA rappresenta una specie di Terminator, o un Daleck di Doctor Who, col suo monotono grido "Exterminate !".
A parte le conseguenza sociali ed ‘umane’, diciamo così, di questa falcidia di disgraziati che dovranno cercarsi un altro modo di far quadrare i conti, secondo me è ancora più preoccupante l'aspetto strettamente economico, e con questo intendo legato alla scienza dell’economia politica. L’intelligenza artificiale può rendere più efficienti i processi produttivi, ma se sostituendo i lavoratori li priva del reddito necessario a diventare consumatori, nessuno potrà più acquistare le merci, questo supremo feticcio e moloch del capitalismo, come già Marx aveva capito.
La sovrapproduzione causerà disinflazione, ossia un crollo dei prezzi che manderà in rovina le imprese, iniziando un circolo vizioso, una spirale discendente di cui non si vede la fine: più fallimenti portano più disoccupati, riducendo ancora il reddito disponibile, il che rovinerà altre società coi magazzini gestiti dall’IA stracolmi di prodotti che nessuno ha più il potere d’acquisto necessario a comprare.
A mio parere se ne parla troppo poco. Mi sembra che siamo sistemati come quel tizio che è caduto dal trentesimo piano ed arrivato al decimo si è detto: “Finora mi è andata bene.”

22.5.26

K860

# Per cercare, fra le dame della nobiltà, la misteriosa 'lady in silver' che l'ha tanto colpito al ballo mascherato, Benedict chiede l'aiuto di sua sorella Eloise, ma come prevedibile non riescono a trovarla. Nel frattempo la contessa Penwood scopre che Sophie ha osato partecipare al ballo, e la caccia di casa.
Lasciata Londra, la ragazza trova un impiego presso dei nobili in campagna; una sera Benedict, ospite del loro figlio maggiore, salva Sophie dalle sue sgradite attenzioni, senza però riconoscerla. Le offre poi un passaggio per ritornare a Londra, che Sophie accetta, forse leggermente delusa che non l'abbia riconosciuta. 
Poiché durante il viaggio si scatena un temporale, riparano in una proprietà dei Bridgerton nelle vicinanze. Nella rissa seguita al suo intervento Benedict è rimasto ferito, ma da stoico gentiluomo non ha detto nulla; Sophie di notte lo sente lamentarsi e corre in suo aiuto, disinfettando e bendandogli la ferita.

Durante la convalescenza, i due intrecciano un'improbabile amicizia: Benedict insiste perché lo chiami per nome, ma Sophie si attiene a Mr. Bridgerton, memore del monito della governante di non scambiare la gentilezza di un nobile per familiarità, e di restare sempre al proprio posto. Detto da una donna anziana ha senso, ma a Sophie potrebbe risultare difficile, considerata l'attrazione reciproca, che sfocia in un bacio appassionato.

Da notare che quando pensava fosse una lady, Benedict si era ben guardato dal baciarla, il che l'avrebbe costretto al matrimonio, come preteso e ottenuto da Daphne nella prima stagione ai danni, si fa per dire, di Simon. Ora che se la trova davanti in vesti dimesse non ha remore a prendersi qualche libertà, peraltro col pieno consenso, e forse leggero incoraggiamento da parte della ragazza. Quando però la sua governante, avendo intuito l'evolversi dei loro rapporti, gli fa notare che una persona di classe inferiore avrebbe difficoltà a rifiutare le sue avances, Benedict si scusa, dicendosi pentito d'averla baciata,

ed è a questo punto che Sophie si offende.

Una faccenda terribilmente complicata, anche più del normale fra un uomo e una donna, ma così andavano le cose a quei tempi.

19.5.26

K859

# Nel corso dei miei esperimenti con l'intelligenza artificiale, ho chiesto ad una decina di siti diversi di produrre una canzone dando loro questi prompt:

- Titolo (a cui si deve adeguare il testo): No Gods, No Masters, No Bulls**t.
- Genere: hard rock
- Strumenti: due chitarre (ritmica e solista), basso, batteria, voce maschile.

Insomma, un roster classico, che vanta riferimenti a Rolling Stones, AC/DC o Guns'n'Roses.
Dopo una decina di secondi ogni sito ha prodotto risultati davvero notevoli, che ovviamente si possono scaricare solo pagando un abbonamento. Sentendoli e risentendoli, però, qualcosa ha cominciato a disturbarmi, finché non ho potuto metterci il dito sopra: la mediocrità.
Ogni singolo pezzo rispetta ogni articolo del canone dell'hard rock, ma è proprio questo a renderli, in fin dei conti, mediocri. I grandi modelli di linguaggio estraggono gli elementi più probabili, in base ai prompt, dagli enormi database con cui vengono addestrati, restituendo risultati, per bene che vada, nella media.
L'intelligenza artificiale è qui per rimanere, checché ne dicano milionari attempati ed ormai sul viale del tramonto, ma nessuna IA produrrà mai Simpathy for the Devil, o Bad Boy Boogie, o You could be mine. Se mai il pericolo è che ci avvezzi alla mediocrità, e al giorno d'oggi ce n'è già fin troppa nell'arte, nella musica, e purtroppo nel rock and roll.

15.5.26

K858

# Ah, la primavera !  

Per le signore è quasi arrivato il momento della fatidica PROVA COSTUME ! Ecco un paio di suggerimenti:

E' meglio l'intero o il due pezzi ? Ah, saperlo…  ripensandoci, c’è sempre una terza alternativa...

12.5.26

K857

# Agli inizi del secolo c’è stato un periodo in cui lo steampunk era di gran moda. Il termine non si riferisce a qualche sottogenere rock, ma piuttosto alla fantascienza in cui macchine futuristiche, automi e tutto l’arsenale fantastico viene ambientato nell’Ottocento.
Si veda ad esempio il notevole cartoon “Steamboy” (2004) del regista giapponese Katsuhiro Otomo, famoso per aver creato il manga "Akira", ed averne poi tratto la versione anime (1988),

 

oppure la miniserie a fumetti “Steampunk” (2000), con Joe Kelly ai testi e Chris Bachalo ai disegni.

 

Esiste anche un’antologia dedicata a questo tema, che forse è più difficile da reperire; io l’ho trovata scartabellando su Internet.

8.5.26

K856

# La protagonista femminile della quarta stagione di "Bridgerton", Sophie Baek, è la figlia illegittima di un nobile. Costui l'ha sempre allevata, anche dopo la morte della madre, una sua domestica, da vera aristocratica; quando si sposa, tuttavia, la nuova padrona di casa, divenuta contessa Penwood, che ha già due figlie da un precedente matrimonio, non è affatto contenta di trovarsela fra i piedi, e alla morte del marito riduce la meschina al rango di serva.
Una sera i suoi amici nella servitù, recuperato un vecchio vestito della padrona, la convincono a partecipare al ballo mascherato di inizio stagione presso Bridgerton House. Lì fa colpo su Benedict, il secondo figlio della casata; abituato alle dame della nobiltà, noiose ed annoiate, Benedict rimane conquistato dalla pura gioia che traspare da Sophie solo ammirando l'ambiente del tutto inconsueto in cui si trova. 

La invita poi a ballare, e quando Sophie confessa di non saperlo fare, si offre di insegnarle i passi fondamentali, su di una terrazza fuori dalla sala. Nessuna debuttante accetterebbe mai di trovarsi da sola con un uomo, ne andrebbe della sua reputazione, ma questo Sophie non può saperlo, così si apparta con lui.
Sulla terrazza la vicinanza dei corpi e il fatto d'essere soli rende ben presto la situazione bollente, tuttavia, essendo un gentiluomo, Benedict non ne approfitta.

A mezzanotte, quando gli invitati si tolgono le maschere, Sophie sa che deve andarsene, come una moderna Cenerentola. Nondimeno, convinta com'è che quella è la prima e l'ultima volta che si incontrano, torna indietro e lo bacia, lasciandogli di lei solo l'ardente desiderio di ritrovarla.