# Fra i molti dubbi che sta suscitando l'intelligenza artificiale c'è anche quello che non ci renda più intelligenti, ma più stupidi: affidarsi alle sue risposte, fin troppo sensate e plausibili, ma a volte del tutto inventate (le famose 'allucinazioni' dell'IA) può in effetti avere questo risultato. Non bisogna però dimenticare che tutte le tecnologie di comunicazione hanno subito una simile accusa: la televisione rende stupidi, internet anche, i telefoni cellulari ci friggono il cervello ecc. ecc. Forse qualcuno, quando Gutemberg ha inventato la stampa a caratteri mobili, ha tratto la conclusione che i libri ci avrebbero reso più stupidi... di questo non sono sicuro, ma so per certo che la tecnologia precedente ai libri, ossia la pura e semplice scrittura, ne fu accusata.
Nel dialogo di Platone, 'Fedro', Socrate racconta un mito egizio che ha per protagonista il dio inventore della scrittura, Theuth, e il faraone a cui presenta la sua invenzione, Thamus, che però non sembra affatto convinto dell'utilità della stessa:
Ingegnosissimo Theuth, c’è chi sa partorire le arti e chi sa giudicare quale danno o quale vantaggio sono destinate ad arrecare a chi intende servirsene. Ora tu, padre della scrittura, per benevolenza hai detto il contrario di quello che essa vale.
Questa scoperta infatti, per la mancanza di esercizio della memoria, produrrà nell’anima di coloro che la impareranno la dimenticanza, perché fidandosi della scrittura ricorderanno dal di fuori mediante caratteri estranei, non dal di dentro e da se stessi; perciò tu hai scoperto il farmaco non della memoria, ma del richiamare alla memoria. Della sapienza tu procuri ai tuoi discepoli l’apparenza, non la verità: ascoltando per tuo tramite molte cose senza insegnamento, crederanno di conoscere molte cose, mentre per lo più le ignorano, e la loro compagnia sarà molesta, poiché sono divenuti portatori di opinione anziché sapienti.
Insomma, Platone considera la scrittura un mero supporto alla memoria, e non veicolo di sapienza; la trasmissione del vero sapere resta per lui affidata al metodo dialettico ed orale. Il filosofo greco in questo caso predica bene e razzola male, in quanto ci ha lasciato un ampio corpus di scritti, a differenza di Socrate, di cui non si conoscono opere.
Al giorno d'oggi capita lo stesso: saggisti e opinionisti si affidano all'intelligenza artificiale per raccogliere dati, e magari un primo abbozzo dei loro libri ed articoli sui pericoli dell'intelligenza artificiale.
Il blog di Pietro Gasti
Considerazioni Inattuali
29.9.26
K895
25.9.26
K894
# Ozzy Osbourne. Gone but not forgotten.
In effetti c'è proprio da chiedersi cosa c... ci stia a fare il Principe delle Tenebre in paradiso di fianco al padrone di casa, con gli angeli che gli battono le mani !
Ma in fondo perché stupirsi ? Anche l'hard rock può fare sfoggio di buone maniere, come dimostra questa istantanea inquadrante Ozzy che prende il tè in compagnia di Slash, serviti da una 'french maid', nientemeno.
22.9.26
K893
# Nel "Mistero di Edwin Drood" di Charles Dickens il secondo sospettato dell'assassinio dello sventurato giovane è Neville Landless, che con sua sorella arriva a Cloisterham da Ceylon non si sa bene per quale motivo. Qui si innamora anche lui di Rosa (per quanto possa risultare incredibile, mi sembra che a questo punto Dickens fosse a corto di idee) e quindi è presto ai ferri corti con Edwin. Al momento della sua (di Edwin) sparizione viene posto in stato di arresto, ma poiché non si dispone di un cadavere, deve essere rilasciato. Si trasferisce poi a Londra, con Jasper alle calcagna ... e qui termina la parte che abbiamo del romanzo.
La sorella di Neville, Helena, a Cloisterham soggiorna nello stesso collegio femminile che ospita Rosa; le due condividono una stanza e diventano presto amiche inseparabili, con scambi di baci ed abbracci su cui Dickens ci informa a profusione. Voglio dire, per delle ragazze sarà normale, ma un maschio potrebbe anche pensare male, ed azzeccarci: che sia lei l'assassina, spinta da un'insana passione ? Nel pieno della pudibonda era vittoriana, questo sì che sarebbe stato un colpo di scena capace di riportare su Dickens l'attenzione di lettori e lettrici inglesi !
Secondo questa ipotesi Helena ha ucciso Edwin poiché non sapeva che in effetti il fidanzamento era stato sciolto; ha poi fatto cadere i sospetti su Jasper, essendo a conoscenza dell'odio e del terrore che ispirava a Rosa. Inoltre, se ha dissolto il cadavere nella calce viva utilizzata per il restauro della cattedrale, poteva stare certa che l'imputazione del fratello non avrebbe retto.
Per quanto intrigante, la teoria è falsificata dall'introduzione del personaggio di Mr. Tartar, che diventa l'ennesimo interesse sentimentale di Rosa; forse Dickens si è accorto della piega che prendevano i suoi rapporti con Helena, ed ha voluto dissipare ogni possibile equivoco. Del resto quella che si ritiene sia la scena del matrimonio fra Tartar e Rosa si trova sulla copertina originale delle dispense in cui era diviso il romanzo.
18.9.26
K892
# Aforismi inattuali
After all, we are not responsible. We are not judges. We are not called upon to torture our fellows with thumb-screws and irons; we are not called upon to mount pulpits and lecture them on pale Sunday afternoons. It is better to look at a rose or to read Shakespeare as I read him here in Shaftesbury Avenue. Here's the fool, here's the villain, here in a car comes Cleopatra, burning in her barge.
Virginia Woolf
The Waves
Dopo tutto, non siamo responsabili, non siamo noi i giudici. Non siamo chiamati a torturare il nostro prossimo coi torci-pollici e i ferri, né a salire sul pulpito per fare la predica nei tristi pomeriggi di domenica. È meglio contemplare una rosa, o leggere Shakespeare come faccio qui, in Shaftesbury Avenue. Ecco il buffone, ecco la canaglia, ecco che arriva Cleopatra, fulgida nel suo vascello.
15.9.26
K891
# Dopo la caduta dell'Impero Romano, per più di un millennio la visione del mondo, quella che i tedeschi chiamano 'Weltanschauung', si fondò su basi morali di origine religiosa: solo la conversione o redenzione dei singoli poteva indurli alle opere di carità, e quindi a collaborare al bene comune. Il fondatore dell'economia politica moderna, Adam Smith, amico ed esecutore testamentario del filosofo ateo David Hume, nonché ateo egli stesso, la pensava diversamente: secondo lui non importava che il singolo imprenditore agisse mosso dal proprio egoismo, perché quella che definiva 'la mano invisibile del mercato' l'avrebbe condotto a promuovere un fine, il bene comune, che non era inizialmente nelle sue intenzioni.
Ai suoi tempi questa convinzione sconvolse un modello di pensiero millenario, ed ebbe un tale successo che di questa 'mano invisibile' si sente parlare ancora adesso. Eppure di sicuro non siamo più nelle condizioni economiche dei tempi di Smith, che visse dal 1723 al 1790; anzi, si può dubitare che il modello da lui descritto (un capitalismo senza poteri di monopolio, che massimizza l'efficienza e realizza la 'sovranità dei consumatori') sia mai esistito. Nondimeno la realtà della fantomatica 'mano invisibile' divenne presto un dogma, come quello dell'esistenza del suo compare, l'Invertebrato Gassoso, nel millennio precedente.
Per fortuna nessun ateo della 'mano invisibile' è mai finito sul rogo, anche se forse avrebbe avuto qualche difficoltà a far carriera negli ambienti accademici della scienza economica, come David Hume nei venerandi saloni della filosofia. Al giorno d'oggi bisogna essere ciechi o in malafede per negare la tendenza verso la centralizzazione del capitale: essa avanza, crea inefficienza e instabilità, spoglia i propri sudditi d'ogni potere, e dopo aver travolto come un rullo compressore la classe operaia è ora alle prese con la classe media. I giganti dei mercati fissano i prezzi che vogliono, prescindendo da domanda e offerta, per aumentare i profitti, e ridono delle multe inflitte loro dalle autorità antitrust, in Europa come in America.
Alla faccia dei cantori del liberismo (vecchio o neo che dir si voglia), e dei profeti della 'fine della storia'. La storia è in marcia, questo è certo, e la sua direzione potrebbe riservare qualche sorpresa.
Il mondo progredisce, l’avvenire è radioso e nessuno può cambiare il corso generale della storia. Noi dobbiamo continuamente far conoscere al popolo i progressi del mondo e il radioso futuro in modo che il popolo acquisti fiducia nella vittoria.
Citazioni dalle opere del Presidente Mao Tze-tung, V. La guerra e la pace.
11.9.26
8.9.26
K889
# "Il mistero di Edwin Drood" di Charles Dickens veniva pubblicato in dispense mensili, ognuna contenente da 3 a 5 capitoli. Ne uscirono 6, per un totale di 22 capitoli; ne erano previste 12, quindi il romanzo si interrompe a metà della narrazione, con sommo sconcerto dei dickensiani d'ogni tempo e paese, risucchiati nel buco nero, o meglio nella tana da coniglio del mistero.
Il principale sospettato del delitto è ovviamente John Jasper, zio e tutore di Edwin, ma anche innamorato senza speranze della sua fidanzata, Rosa e frequentatore di una fumeria d'oppio, quando si reca a Londra; l'omicidio sarebbe stato un modo efficace per sbarazzarsi del rivale. Nondimeno gli indizi a suo carico sono talmente tanti che proprio per questo in qualche modo lo assolvono: non si è mai visto un giallo in cui si sappia chi è l'assassino prima ancora che commetta il crimine; senza contare che sarebbe stato un pessimo modo per rivaleggiare con un enigma perfettamente costruito come "La pietra di luna" di Wilkie Collins.
Un'ipotesi interessante è che Dickens avesse trovato il modo di capovolgere l'ovvio. Se Jasper soffriva di uno sdoppiamento della personalità causato dalla tossicodipendenza, poteva avere ucciso il nipote e non saperlo lui stesso; questo spiegherebbe la sua implacabile caccia all'assassino, che alla fine in qualche modo, coll'indispensabile colpo di scena, si rivela essere lui stesso. Eminenti studiosi di letteratura inglese hanno ipotizzato che proprio da un ragionamento simile Robert Louis Stevenson abbia tratto ispirazione per il suo capolavoro "Lo strano caso del Dr. Jekill e di Mr. Hyde".





