8.5.26

K856

# La protagonista femminile della quarta stagione di "Bridgerton", Sophie Baek, è la figlia illegittima di un nobile. Costui l'ha sempre allevata, anche dopo la morte della madre, una sua domestica, da vera aristocratica; quando si sposa, tuttavia, la nuova padrona di casa, divenuta contessa Penwood, che ha già due figlie da un precedente matrimonio, non è affatto contenta di trovarsela fra i piedi, e alla morte del marito riduce la meschina al rango di serva.
Una sera i suoi amici nella servitù, recuperato un vecchio vestito della padrona, la convincono a partecipare al ballo mascherato di inizio stagione presso Bridgerton House. Lì fa colpo su Benedict, il secondo figlio della casata; abituato alle dame della nobiltà, noiose ed annoiate, Benedict rimane conquistato dalla pura gioia che traspare da Sophie solo ammirando l'ambiente del tutto inconsueto in cui si trova. 

La invita poi a ballare, e quando Sophie confessa di non saperlo fare, si offre di insegnarle i passi fondamentali, su di una terrazza fuori dalla sala. Nessuna debuttante accetterebbe mai di trovarsi da sola con un uomo, ne andrebbe della sua reputazione, ma questo Sophie non può saperlo, così si apparta con lui.
Sulla terrazza la vicinanza dei corpi e il fatto d'essere soli rende ben presto la situazione bollente, tuttavia, essendo un gentiluomo, Benedict non ne approfitta.

A mezzanotte, quando gli invitati si tolgono le maschere, Sophie sa che deve andarsene, come una moderna Cenerentola. Nondimeno, convinta com'è che quella è la prima e l'ultima volta che si incontrano, torna indietro e lo bacia, lasciandogli di lei solo l'ardente desiderio di ritrovarla.

5.5.26

K855

# Finora ho considerato l'intelligenza artificiale solo uno strumento davvero interessante per produrre filmati di fantascienza del tutto superflui, o immagini fantasiose. Approfondendo il tema mi sono reso conto che una simile prospettiva sottovaluta grandemente l'impatto che l'IA avrà in campo economico e sociale, e che in parte sta già avendo, almeno nelle nazioni all'avanguardia nella tecnologia, come Stati Uniti o Cina. Da noi l'onda dello tsunami artificiale arriverà cinque o dieci anni dopo, ma non c'è dubbio che prima o poi colpirà anche le coste dello Stivale. Molti, volenti o nolenti, ne sopporteranno le conseguenze; come diceva il mitico Bob:

Come gather 'round people
Wherever you roam
And admit that the waters
Around you have grown
And accept it that soon
You'll be drenched to the bone
If your time to you is worth savin'
Then you better start swimming
Or you'll sink like a stone
For the times they are a changing

I tempi stanno cambiando, e chi in futuro si affaccerà sul mercato del lavoro dovrà imparare a nuotare nelle acque dell'intelligenza artificiale; in caso contrario annegherà nella disoccupazione, o in lavori sottopagati nello strato più basso della piramide sociale, quello che Marx chiama 'lumpenproletariat', o proletariato straccione, privo di qualunque coscienza di classe e impossibilitato a far valere i propri diritti, ammesso che questo concetto sarà ancora fungibile. 
Se finora i progressi tecnologici operavano nello spazio fisico (braccia robotiche al posto di braccia umane, per fare l'esempio più banale), l'IA comporta un totale cambio di paradigma. Essa infatti opera nello spazio cognitivo, mettendo a disposizione strumenti in grado di ragionare, dedurre, generalizzare, imparare dai modelli e generare soluzioni originali a nuovi problemi.
Per la prima volta nella storia delle rivoluzioni industriali ad essere sostituiti non saranno i lavoratori manuali (nessuna IA sostituirà mai un idraulico, un falegname, un meccanico o un elettricista), ma l'intera classe media istruita che svolge il lavoro cognitivo di routine. Da qui a pochi anni la gran parte del lavoro impiegatizio sarà svolto dall'IA, o meglio da un modello linguistico a grandi dimensioni (LLM), che non deve studiare anni e magari prendere una laurea, ma una volta addestrato può essere riprodotto milioni di volte in maniera quasi istantanea, e trasmesso all'altro capo del mondo via Internet.
Per un'amara ironia della sorte, i primi ad essere sostituiti saranno, anzi, sono già i programmatori di basso livello, il cui affannarsi allo scopo di laurearsi in informatica è annullato da assistenti di programmazione basati sull'intelligenza artificiale che scrivono interi programmi, eseguono il debug del codice, traducono tra le lingue e generano test, compiti che fino a ieri richiedevano anni di esperienza.
Comunque, per male che vada tutto ciò non mi riguarda; posso continuare a godermi i filmati prodotti dall'IA. Attualmente i miei preferiti sono quelli a tema "Steampunk".

28.4.26

K853

# La quarta stagione della serie televisiva "Bridgerton"

mette in scena un amore impossibile nell'Inghilterra di inizio Ottocento, insomma, una sorta di Romeo e Giulietta in salsa Regency.
Mi sono sempre chiesto perché Shakespeare abbia virato al tragico quella che poteva essere una commedia a lieto fine, come "Tanto rumore per nulla" o "La commedia degli errori". Le premesse ci sono tutte: Giulietta evita il matrimonio combinato per lei dalla famiglia bevendo la pozione fornitale da fra' Giovanni; costui deve solo informare Romeo che la sua amata non è morta, ma in catalessi, così che possa prelevarla dalla cripta dove l'hanno messa in attesa del funerale e fuggire con lei. Visto che il frate non ci riesce il tapino, vedendola esanime, si suicida bevendo del veleno; a questo punto Giulietta si desta, e trovandosi accanto il cadavere di Romeo si uccide col suo (di lui) pugnale. 
E tutto per colpa del maledetto frate, che aveva un lavoro da fare e non è riuscito a fare nemmeno quello ! Alla fine uno non sa se avercela di più con questo frate del c... (f**king monk, direbbero gli inglesi) o col vecchio Will per aver tramato un simile scherzo, che definire di cattivo gusto è ancora poco, ai danni di lettori e spettatori d'ogni tempo e paese.
Naturalmente "Bridgerton" è una rom-com, o commedia romantica, quindi non c'è pericolo che il sogno d'amore di Benedict e della sua amata Sophie si concluda in modo tanto macabro, anche se dovranno passare molte peripezie prima di coronarlo.

Francesco Hayez "L'ultimo bacio di Romeo e Giulietta" (1823)

24.4.26

K852

# Il 25 aprile 1945 Sandro Pertini, il futuro ‘Presidente più amato dagli italiani’, scrisse sull’Avanti, giornale del Partito Socialista, riguardo alla sorte da riservare a Benito Mussolini nel caso fosse catturato: “Egli meriterebbe di essere ucciso come un cane tignoso" (ossia rognoso). 
Tale posizione fu approvata all’unanimità da tutte le componenti del CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia): liberali, cattolici, socialisti e comunisti, che avrebbero dato vita al cosiddetto ‘arco costituzionale’ repubblicano. Mussolini fu in effetti arrestato il 27 aprile mentre cercava di fuggire in Svizzera, e giustiziato il giorno dopo insieme a Claretta Petacci, che rifiutò di abbandonarlo.
Povero Benito, ‘l’arcitaliano’, secondo la definizione che Curzio Malaparte applicava anche a sé stesso, ossia l’italiano per antonomasia, ‘par exellence’, come dicono i francesi !
Al giorno d’oggi, dopo il lungo processo di sbiancamento a cui si sono sottoposti i suoi compari, ad offendersi per le dure parole di quel galantuomo di Pertini sarebbero solo i cinofili, giustamente preoccupati del destino dei loro amici a quattro zampe, rognosi o meno.

Milano, 25 aprile 1945

21.4.26

K851

# Se la politica interna di Berzelius Windrip, l’immaginario presidente del romanzo di Sinclair Lewis “Qui non può succedere”, basata su sproloqui da imbonitore, assurde teorie economiche, controllo del territorio con squadre armate ecc. ricorda quella di Donald Trump, cosa dire della sua politica estera ? Sentiamo come ce la presenta l’autore (1):

.. dopo diciotto mesi di presidenza era irritato perché il Messico, il Canada e il Sud America (che naturalmente gli appartenevano per destino manifesto) rispondevano freddamente alle sue fredde note diplomatiche e non mostravano alcuna disponibilità a entrare a far parte del suo inevitabile impero.

Sbaglio, o questa è esattamente, fin nei dettagli, la politica di Trump ? E non basta: Windrip finirà poi per intraprendere una guerra a caso, per distrarre gli americani dai suoi continui fallimenti in qualunque altro campo, seguendo il suggerimento del suo Ministro della Cultura (si fa per dire) e della Propaganda, Hector Macgoblin (2).

Un tempo, osservò il dotto Macgoblin, i governi si lasciavano tranquillamente trascinare in guerra, ringraziando la Provvidenza per aver fornito loro un conflitto come antidoto contro il malcontento interno, ma ovviamente in quest’epoca di propaganda deliberata e pianificata, un governo che potesse davvero dirsi moderno come il loro doveva capire che tipo di guerra avrebbe potuto promuovere, e pianificare conseguentemente la propaganda con la necessaria consapevolezza.

Tutto questo mi ricorda qualcosa di attuale, ma non voglio stiracchiare troppo l'analogia.

Nota
1. Si veda: Sinclair Lewis, Qui non può succedere, Capitolo 35.
2. Ibidem. Questo personaggio è forse ricalcato su Joseph Goebbels, che rivestiva lo stesso ruolo nel regime nazista. 

17.4.26