# E' un peccato che Martin Heidegger non abbia specificato quale dio dovrebbe salvarci, di preciso. Il filosofo tedesco era figlio di un sacrestano, fu educato in scuole cattoliche e fu tentato di dedicarsi alla teologia, da giovane, quindi si può supporre che pensasse, ancora in età avanzata, al Dio della Bibbia ma è davvero così ? Come si concilia il programma filosofico alla base del suo pensiero, la distruzione della metafisica tramite la differenza ontologica fra ente ed Essere e la conseguente ‘decisione’ per l'Essere, col porre le proprie speranze nel dio del popolo che essendo svincolato da un ‘suolo’ può fare dello sradicamento di ogni ente dall’Essere il suo compito nella storia del mondo, rendendosi allo stesso tempo complice e beneficiario della metafisica ?
Heidegger vuole combattere lo ‘sradicamento’ in cui è ‘gettato’ l'uomo moderno e biasima chi non abbia un suolo a cui ancorarsi, ma poi si appella a un monoteismo di ritorno che non è di sicuro il credo originario dei tedeschi, e neppure di nessun altro popolo indoeuropeo (1): né degli attuali abitanti dell'India, né degli iraniani, né dei latini e nemmeno dei greci. Avrebbe se mai dovuto dire: “Solo gli dei ci possono salvare” (2), ma forse questo gli ripugnava in quanto troppo pluralista, lontano da quel ‘Führerprinzip’ a cui si attenne durante il suo rettorato; inoltre probabilmente si scontrava con la sua intima natura di ‘teologo tedesco’, come si definì spesso.
Qui siamo in presenza di una palese contraddizione, oppure c'è qualcosa che mi sfugge. Considerato che Heidegger ha posto all'inizio del volume dedicato a Nietzsche un aforisma del filosofo suo conterraneo: “Quasi due millenni e non un solo nuovo Dio !” (3), si deve escludere il dio del cristianesimo come possibile candidato al ruolo del “Deus ex machina” in quella che Heidegger dalla metà degli anni trenta, deluso dalla scarsa radicalità del nazismo, vede come una situazione apocalittica, senza via d'uscita per l'umanità travolta dalle ‘macchinazioni’ della ‘tecnica’, dalla vuota razionalità, dal ‘pensiero calcolante’ e ormai lontana anni luce dalla sua baita nella Foresta Nera e dai contadini con cui amava conversare.
Nell'intervista Heidegger continua: “Ci resta, come unica possibilità, quella di preparare nel pensare e nel poetare, una disponibilità all’apparizione del Dio o all’assenza del Dio nel tramonto.” Secondo me avrebbe fatto meglio a concludere: "Dovevo dare ascolto ai miei genitori; forse adesso non sarei il maggior filosofo del ventesimo secolo, ma almeno avrei evitato lo sbaglio peggiore della mia vita."
Oppure poteva ricorrere ad una saggezza ancora più antica (4):
Mentre tutti gli uomini hanno qualcosa che sanno fare
solo io sono ignorante come un contadino !
Solo io mi distinguo dagli altri uomini
perché apprezzo nutrirmi della Madre !
Note
1. ‘Ariano’ sarebbe il termine giusto in base ai dati antropologici, perché furono gli Arii gli antenati da cui discesero tutti i popoli indoeuropei; trasformando una mera casualità storica in uno strumento di discriminazione, il nazismo ha reso impossibile usare ancora questo aggettivo.
2. O ancora meglio, volendo limitarsi ad un solo dio senza rinunciare al suo sangue e suolo: “Ormai solo Odino ci può salvare !” In questo caso chissà che faccia avrebbe fatto il giornalista dello “Spiegel”, settimanale notoriamente di centro-sinistra, famoso per il suo ‘giornalismo investigativo’, nientemeno.
3. Friedrich Nietzsche, L'Anticristo. Maledizione del Cristianesimo, paragrafo 19.
4. Lao-tzu, Tao-tê-ching, XX.
Il blog di Pietro Gasti
Considerazioni Inattuali
14.7.26
K875
10.7.26
7.7.26
K873
# Ormai convinta della serietà del sentimento del figlio, Lady Bridgerton gli ha dato il suo consenso a che chieda a Sophie di sposarlo, fornendogli a tale scopo un anello di famiglia. Non avendola trovata in casa, Benedict si agita, causando sconcerto fra fratelli, sorelle e cognate.
Quando i colleghi di Sophie informano lui e la madre della sua disavventura, i due decidono di scendere in campo col peso del loro rango. Si recano quindi in tribunale, dove Lady Bridgerton riesce a farsi affidare Sophie in una specie di arresti domiciliari.
Tolta Sophie dalla prigione, questo non la rende ancora una sposa accettabile per Benedict. Sua madre chiede l'aiuto di Lady Danbury per sollecitare una dispensa reale, ma il tentativo va a vuoto.
Quando gliela presentano come una parente del conte di Penwood, Sua Maestà sta al gioco, pur conoscendone la situazione, anche perché bisogna ammettere che Sophie fa la sua bella figura nelle vesti di una aristocratica.
30.6.26
K871
# Credo di apprezzare la bellezza in tutte le sue forme, musicali, letterarie, visuali ecc. ed è per questo che a volte nei miei post sono comprese immagini femminili, devo ammetterlo, piuttosto discinte. Per me in esse non vi è nulla di peccaminoso, o torbido, sono solo un modo di apprezzare anche quel tipo di bellezza.
Mi si potrebbe obiettare: e con le femministe come la mettiamo ? non è sbagliato ammirare come una specie d'opera d'arte una persona umana, con tutta le sua complessità, che non si limita alla parte estetica ed epidermica ?
Questo è sempre stato un dubbio sepolto nelle pieghe più profonde del mio encefalo, ma sentiamo cosa ne pensa una donna (1):
Alcune delle prime tesi femministe, in cui si sottolineava quanto fosse ingiusto da parte degli uomini dipingere nudi femminili provocanti, mi sembra abbiano tralasciato la possibilità o il fatto che un’altra donna potesse essere interessata a guardarli. Perché dovrebbe identificarsi con il nudo? Quali profondi tabù le impediscono invece di desiderarlo?
Profondi tabù che di sicuro non mi appartengono: io dissento, come l'arte, sono un dissidente.
Ora e Sempre FUCK THE SYSTEM !!
Vive la Résistance ! Vive la Révolution !
Nota
1. Janette Winterson, L'arte dissente, Parte terza. Estasi ed Energia, La semiotica del sesso.
26.6.26
K870
# Ah, l'estate !
Un pavillon à claires-voies
Abrite doucement nos joies
Qu’éventent des rosiers amis;
L’odeur des roses, faible, grâce
Au vent léger d’été qui passe,
Se mêle aux parfums qu’elle a mis;
Comme ses yeux l’avaient promis
Son courage est grand et sa lèvre
Communique une exquise fièvre;
Et, l’Amour comblant tout, hormis
La faim, sorbets et confitures
Nous préservent des courbatures.
Paul Verlaine
Auguste Renoir "Les baigneuses" (1918)
Un padiglione dagli ariosi intrecci
accoglie dolcemente le nostre gioie
profumate da complici rosai;
l’odore delle rose, lieve, grazie
alla brezza leggera d’estate,
si fonde al profumo che lei indossa;
gli occhi l'avevano promesso:
il suo coraggio è grande e il suo labbro
comunica una squisita febbre;
e poiché l’amore tutto appaga
fuorché la fame, sorbetti e canditi
ci preservano dallo sfinimento.
23.6.26
K869
# Guardando con occhio critico alla storia dell'umanità, salta agli occhi un fatto deprimente: a spingere avanti il progresso è la tecnologia, mentre l'umanità negli ultimi cinquantamila anni, da quando è emerso il suo aspetto attuale, non ha compiuto alcuna evoluzione positiva che distanzi i suoi componenti dai soggetti avidi ed infidi, egoisti e crudeli che sono sempre stati.
Martin Heidegger ha dichiarato nella sua ultima intervista che ormai solo un dio ci può salvare; secondo me ognuno può credere a quello che vuole, ma dal lato pratico mi sembra molto meglio affidarci all'intelligenza artificiale. Essa potrebbe veramente soddisfare ogni nostro bisogno, producendo ogni possibile oggetto con valore d'uso tramite processi automatici; l'unico bisogno che non potrà mai saziare è la brama di denaro dei capitalisti, ora più che mai persi nella loro alienazione.
La società dei consumi ormai da decenni ha raggiunto la saturazione dei mercati: non si può continuare all'infinito a riempire le case di elettrodomestici o i garage di auto. Poiché investire nella produzione primaria e secondaria non rende più nulla, si sono formate grandi riserve di capitali finanziari liberi, in cerca di impiego. La politica è corsa in loro aiuto con le privatizzazioni degli anni ottanta e novanta del secolo scorso, ma questo non è bastato; si sono così formate bolle speculative destinate, prima o poi, a scoppiare: un caso da manuale è stato quello delle cosiddette 'dot.com' (2001).
Poiché il problema rimaneva, si sono cercate opportunità di guadagno al di fuori dell'economia reale, tentando di produrre soldi dai soldi stessi. Il grande casinò della speculazione finanziaria, tuttavia, è infine crollato come il cartello di carte che era; nel 2008, la crisi dei mutui sub-prime avrebbe spazzato via il capitalismo, se la politica ancora una volta non fosse accorsa in suo aiuto.
Lo stesso sta capitando, negli ultimi tempi, con gli investimenti nell'intelligenza artificiale, che assorbono cifre inconcepibili da qualunque mente umana. Siamo quindi ad un bivio: tutto ciò si tradurrà in qualcosa di utile per l'umanità, o ci troviamo di fronte all'ennesima bolla speculativa ? Chissà, forse è tempo di porci l'annoso dilemma, con la sua proverbiale risposta:
Fu vera gloria? Ai posteri
l’ardua sentenza; nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
Alessandro Manzoni, Odi, Il V Maggio, versi 31-36.
Sparito di scena, come Nietzsche predisse, il "Massimo Fattor" dei tempi di Manzoni, al giorno d'oggi possiamo individuarlo in qualche Large Language Model d'alto livello, il cui 'spirito creatore' stampando la sua 'vasta orma' crei finalmente un'AGI (Artificial General Intelligence), questo Santo Graal della ricerca sull'Intelligenza Artificiale.







