22.5.26

K860

# Per cercare, fra le dame della nobiltà, la misteriosa 'lady in silver' che l'ha tanto colpito al ballo mascherato, Benedict chiede l'aiuto di sua sorella Eloise, ma come prevedibile non riescono a trovarla. Nel frattempo la contessa Penwood scopre che Sophie ha osato partecipare al ballo, e la caccia di casa.
Lasciata Londra, la ragazza trova un impiego presso dei nobili in campagna; una sera Benedict, ospite del loro figlio maggiore, salva Sophie dalle sue sgradite attenzioni, senza però riconoscerla. Le offre poi un passaggio per ritornare a Londra, che Sophie accetta, forse leggermente delusa che non l'abbia riconosciuta. 
Poiché durante il viaggio si scatena un temporale, riparano in una proprietà dei Bridgerton nelle vicinanze. Nella rissa seguita al suo intervento Benedict è rimasto ferito, ma da stoico gentiluomo non ha detto nulla; Sophie di notte lo sente lamentarsi e corre in suo aiuto, disinfettando e bendandogli la ferita.

Durante la convalescenza, i due intrecciano un'improbabile amicizia: Benedict insiste perché lo chiami per nome, ma Sophie si attiene a Mr. Bridgerton, memore del monito della governante di non scambiare la gentilezza di un nobile per familiarità, e di restare sempre al proprio posto. Detto da una donna anziana ha senso, ma a Sophie potrebbe risultare difficile, considerata l'attrazione reciproca, che sfocia in un bacio appassionato.

Da notare che quando pensava fosse una lady, Benedict si era ben guardato dal baciarla, il che l'avrebbe costretto al matrimonio, come preteso e ottenuto da Daphne nella prima stagione ai danni, si fa per dire, di Simon. Ora che se la trova davanti in vesti dimesse non ha remore a prendersi qualche libertà, peraltro col pieno consenso, e forse leggero incoraggiamento da parte della ragazza. Quando però la sua governante, avendo intuito l'evolversi dei loro rapporti, gli fa notare che una persona di classe inferiore avrebbe difficoltà a rifiutare le sue avances, Benedict si scusa, dicendosi pentito d'averla baciata,

ed è a questo punto che Sophie si offende.

Una faccenda terribilmente complicata, anche più del normale fra un uomo e una donna, ma così andavano le cose a quei tempi.

19.5.26

K859

# Nel corso dei miei esperimenti con l'intelligenza artificiale, ho chiesto ad una decina di siti diversi di produrre una canzone dando loro questi prompt:

- Titolo (a cui si deve adeguare il testo): No Gods, No Masters, No Bulls**t.
- Genere: hard rock
- Strumenti: due chitarre (ritmica e solista), basso, batteria, voce maschile.

Insomma, un roster classico, che vanta riferimenti a Rolling Stones, AC/DC o Guns'n'Roses.
Dopo una decina di secondi ogni sito ha prodotto risultati davvero notevoli, che ovviamente si possono scaricare solo pagando un abbonamento. Sentendoli e risentendoli, però, qualcosa ha cominciato a disturbarmi, finché non ho potuto metterci il dito sopra: la mediocrità.
Ogni singolo pezzo rispetta ogni articolo del canone dell'hard rock, ma è proprio questo a renderli, in fin dei conti, mediocri. I grandi modelli di linguaggio estraggono gli elementi più probabili, in base ai prompt, dagli enormi database con cui vengono addestrati, restituendo risultati, per bene che vada, nella media.
L'intelligenza artificiale è qui per rimanere, checché ne dicano milionari attempati ed ormai sul viale del tramonto, ma nessuna IA produrrà mai Simpathy for the Devil, o Bad Boy Boogie, o You could be mine. Se mai il pericolo è che ci avvezzi alla mediocrità, e al giorno d'oggi ce n'è già fin troppa nell'arte, nella musica, e purtroppo nel rock and roll.

15.5.26

K858

# Ah, la primavera !  

Per le signore è quasi arrivato il momento della fatidica PROVA COSTUME ! Ecco un paio di suggerimenti:

E' meglio l'intero o il due pezzi ? Ah, saperlo…  ripensandoci, c’è sempre una terza alternativa...

12.5.26

K857

# Agli inizi del secolo c’è stato un periodo in cui lo steampunk era di gran moda. Il termine non si riferisce a qualche sottogenere rock, ma piuttosto alla fantascienza in cui macchine futuristiche, automi e tutto l’arsenale fantastico viene ambientato nell’Ottocento.
Si veda ad esempio il notevole cartoon “Steamboy” (2004) del regista giapponese Katsuhiro Otomo, famoso per aver creato il manga "Akira", ed averne poi tratto la versione anime (1988),

 

oppure la miniserie a fumetti “Steampunk” (2000), con Joe Kelly ai testi e Chris Bachalo ai disegni.

 

Esiste anche un’antologia dedicata a questo tema, che forse è più difficile da reperire; io l’ho trovata scartabellando su Internet.

8.5.26

K856

# La protagonista femminile della quarta stagione di "Bridgerton", Sophie Baek, è la figlia illegittima di un nobile. Costui l'ha sempre allevata, anche dopo la morte della madre, una sua domestica, da vera aristocratica; quando si sposa, tuttavia, la nuova padrona di casa, divenuta contessa Penwood, che ha già due figlie da un precedente matrimonio, non è affatto contenta di trovarsela fra i piedi, e alla morte del marito riduce la meschina al rango di serva.
Una sera i suoi amici nella servitù, recuperato un vecchio vestito della padrona, la convincono a partecipare al ballo mascherato di inizio stagione presso Bridgerton House. Lì fa colpo su Benedict, il secondo figlio della casata; abituato alle dame della nobiltà, noiose ed annoiate, Benedict rimane conquistato dalla pura gioia che traspare da Sophie solo ammirando l'ambiente del tutto inconsueto in cui si trova. 

La invita poi a ballare, e quando Sophie confessa di non saperlo fare, si offre di insegnarle i passi fondamentali, su di una terrazza fuori dalla sala. Nessuna debuttante accetterebbe mai di trovarsi da sola con un uomo, ne andrebbe della sua reputazione, ma questo Sophie non può saperlo, così si apparta con lui.
Sulla terrazza la vicinanza dei corpi e il fatto d'essere soli rende ben presto la situazione bollente, tuttavia, essendo un gentiluomo, Benedict non ne approfitta.

A mezzanotte, quando gli invitati si tolgono le maschere, Sophie sa che deve andarsene, come una moderna Cenerentola. Nondimeno, convinta com'è che quella è la prima e l'ultima volta che si incontrano, torna indietro e lo bacia, lasciandogli di lei solo l'ardente desiderio di ritrovarla.

5.5.26

K855

# Finora ho considerato l'intelligenza artificiale solo uno strumento davvero interessante per produrre filmati di fantascienza del tutto superflui, o immagini fantasiose. Approfondendo il tema mi sono reso conto che una simile prospettiva sottovaluta grandemente l'impatto che l'IA avrà in campo economico e sociale, e che in parte sta già avendo, almeno nelle nazioni all'avanguardia nella tecnologia, come Stati Uniti o Cina. Da noi l'onda dello tsunami artificiale arriverà cinque o dieci anni dopo, ma non c'è dubbio che prima o poi colpirà anche le coste dello Stivale. Molti, volenti o nolenti, ne sopporteranno le conseguenze; come diceva il mitico Bob:

Come gather 'round people
Wherever you roam
And admit that the waters
Around you have grown
And accept it that soon
You'll be drenched to the bone
If your time to you is worth savin'
Then you better start swimming
Or you'll sink like a stone
For the times they are a changing

I tempi stanno cambiando, e chi in futuro si affaccerà sul mercato del lavoro dovrà imparare a nuotare nelle acque dell'intelligenza artificiale; in caso contrario annegherà nella disoccupazione, o in lavori sottopagati nello strato più basso della piramide sociale, quello che Marx chiama 'lumpenproletariat', o proletariato straccione, privo di qualunque coscienza di classe e impossibilitato a far valere i propri diritti, ammesso che questo concetto sarà ancora fungibile. 
Se finora i progressi tecnologici operavano nello spazio fisico (braccia robotiche al posto di braccia umane, per fare l'esempio più banale), l'IA comporta un totale cambio di paradigma. Essa infatti opera nello spazio cognitivo, mettendo a disposizione strumenti in grado di ragionare, dedurre, generalizzare, imparare dai modelli e generare soluzioni originali a nuovi problemi.
Per la prima volta nella storia delle rivoluzioni industriali ad essere sostituiti non saranno i lavoratori manuali (nessuna IA sostituirà mai un idraulico, un falegname, un meccanico o un elettricista), ma l'intera classe media istruita che svolge il lavoro cognitivo di routine. Da qui a pochi anni la gran parte del lavoro impiegatizio sarà svolto dall'IA, o meglio da un modello linguistico a grandi dimensioni (LLM), che non deve studiare anni e magari prendere una laurea, ma una volta addestrato può essere riprodotto milioni di volte in maniera quasi istantanea, e trasmesso all'altro capo del mondo via Internet.
Per un'amara ironia della sorte, i primi ad essere sostituiti saranno, anzi, sono già i programmatori di basso livello, il cui affannarsi allo scopo di laurearsi in informatica è annullato da assistenti di programmazione basati sull'intelligenza artificiale che scrivono interi programmi, eseguono il debug del codice, traducono tra le lingue e generano test, compiti che fino a ieri richiedevano anni di esperienza.
Comunque, per male che vada tutto ciò non mi riguarda; posso continuare a godermi i filmati prodotti dall'IA. Attualmente i miei preferiti sono quelli a tema "Steampunk".