# Karl Marx fu il primo a intuire le possibilità offerte dal progresso tecnico allo sviluppo economico, ed a capire come il capitalismo si distanziasse dai sistemi economici precedenti (1):
I pagani, estranei all'economia politica come allo spirito cristiano, non seppero vedere nella macchina il mezzo più infallibile per prolungare la giornata lavorativa. Per esempio la schiavitù d’una persona veniva da loro giustificata come mezzo per il completo sviluppo umano di un’altra. Ma per predicare la schiavitù delle masse, per far divenire «eminent spinner», «extensive sausage makers» e «influential shoe black dealers» dei grossolani e semicolti «parvenus», mancava loro lo specifico sentimento della carità cristiana.
Inoltre (1):
Il disimpegno degli operai che sono rimpiazzati dalle macchine genera una popolazione operaia eccedente, che si vede obbligata ad accettare passivamente le imposizioni del capitale. Deriva proprio da questo il singolare fenomeno della storia della moderna industria, per cui la macchina calpesta ogni limite morale e naturale della giornata lavorativa. E ne deriva anche il paradosso economico che il più potente strumento per abbreviare il tempo di lavoro si trasforma nel mezzo più sicuro per trasformare tutto il tempo d’esistenza dell’operaio e della sua famiglia in tempo di lavoro messo a disposizione del capitale per la sua valorizzazione.
Charlie Chaplin ha illustrato in maniera tragicomica questi concetti nel suo film "Tempi moderni" (1936).
Speriamo non serva un altro Chaplin per illustrare gli effetti che avrà l'intelligenza artificiale sul mercato del lavoro e sulle condizioni lavorative.
Nota
1. Karl Marx, Il Capitale, Quarta Sezione. La produzione del plusvalore relativo, Capitolo tredicesimo. Macchinario e grande industria.






