# Il capitolo più importante nel romanzo "Il mistero di Edwin Drood" di Charles Dickens è il quattordicesimo. Siamo alla vigilia di Natale, e Mr. Crisparkle, canonico della cattedrale, ha pensato che sia l'occasione adatta per far riconciliare Edwin e Neville Landless, dopo il loro scontro a causa di Rosa; li ha quindi invitati a cena. Tutto sembra essersi svolto per il meglio, ed al termine i due se ne vanno assieme, ma di Edwin in seguito non si hanno più notizie; Neville, che in precedenza aveva deciso di allontanarsi per un certo periodo da Cloisterham, viene arrestato in una locanda e rilasciato subito dopo, non trovandosi il cadavere della presunta vittima.
Un fatto che ha attirato l'attenzione di tutti i 'droodisti', nell'ultimo secolo e mezzo, è che il capitolo si intitola "Quando si ritroveranno questi tre ?", il che è una sorta di macabra ironia, da parte di Dickens, visto che uno di loro scompare, quindi è evidente che non si ritroveranno mai più. Un altro aspetto interessante è che la frase parafrasa le prime parole del "Macbeth", pronunciate da una strega: "When shall we three meet again / In thunder, lightning, or in rain?"
Ora, per uno scrittore inglese citare Shakespeare è una specie di obbligo professionale, quindi fin qui non ci sarebbe niente di strano, non fosse che la tragedia parla di un omicidio tramato da una coppia, Macbeth e sua moglie, la famigerata Lady Macbeth, in cui è la donna la vera istigatrice del misfatto, mentre l'uomo è solo il suo braccio riluttante. Forse Dickens intendeva riproporre lo stesso schema con la coppia di fratelli Neville e Helena Landless (se in effetti sono fratelli; dopotutto arrivano da Ceylon, e di loro si sa solo quanto dicono loro stessi). La dinamica del loro rapporto è identica a quella fra il personaggio shakespeariano e la temibile consorte: lo scrittore ci descrive fin dall'inizio Helena come un carattere mascolino, che domina il fratello e lo manovra a suo piacere; inoltre, prima che Neville si rechi all'incontro con Mr. Crisparkle ed Edwin, fra i due ha luogo una strana conversazione, di cui riporto alcune frasi:
– Vorrei non doverci andare, Helena, a questo pranzo.
– Ma c’è proprio tanto da preoccuparsene, mio caro? Pensa a quanto presto sarà fatto e finito.
– A quanto presto sarà fatto e finito! – ripete lui cupamente. – Sì. Ma la cosa non mi piace.
– Potrà esserci un momento difficile, ma sarà questione solo d’un momento. So che sei sicuro di te.
– Ah, – dice lui, – vorrei essere altrettanto sicuro di tutto il resto.
– Parli stranamente, Neville. Che cosa vuoi dire?
– Helena, non lo so. So soltanto che la cosa non mi piace. E l’aria, questa sera, è stranamente pesante e come morta.
Si può considerare incerto se stiano parlando del pranzo o dell'omicidio, che presto sarà 'fatto e finito' ("I have done the deed" dice Macbeth dopo il delitto). Neville ha dei dubbi, come Macbeth, ma alla fine si arrende alla volontà della sorella, come il re scozzese a quella della moglie. Nell'atto II, scena prima, Macbeth deve ancora commettere il delitto, ma il rimorso lo perseguita già, così osserva: "Nature seems dead", le stesse parole che usa Neville riferendosi all'aria pesante della sera in cui forse diverrà un assassino.
Oppure si può pensare che Dickens, dopo aver accumulato fin dall'inizio indizi sulla colpevolezza di John Jasper, abbia tentato in questo modo di sviare le indagini, per così dire. Non lo sapremo mai, ed anche questo contribuisce al fascino del "Mistero di Edwin Drood".