# Ai tempi della prima presidenza Trump (2016-2020) Sinclair Lewis, autore da tempo dimenticato a favore di suoi contemporanei come Ernest Hemingway e Francis Scott Fitzgerald, ritornò in cima alle classifiche di vendita dei libri di un famoso portale online col suo romanzo “Qui non può succedere”.
Chissà come mai… vediamo... chi sta descrivendo Lewis con queste parole ? Berzelius Windrip, il fittizio Presidente del suo romanzo o, profeticamente, qualcun altro ben più reale ? (1)
… sembrava il modellino da museo di un medico imbonitore, e infatti si vociferava che durante una vacanza quando frequentava la scuola di legge avesse suonato il banjo, avesse fatto giochi di prestigio con le carte, avesse presentato bottigliette di medicinali e avesse gestito il gioco dei bussolotti per una spedizione tanto scientifica quanto lo era il vecchio laboratorio itinerante del Dr Alagash…
Tutto ciò ricorda un famoso imbonitore dei nostri tempi, che alla televisione vendeva qualunque baggianata col suo nome sopra. E le somiglianze non finiscono qui: entrambi sono poi stati fulminati sulla via di Damasco della ‘politica’ (si fa per dire), diventando Presidenti degli Stati Uniti. Come scrive Lewis (1):
.. da allora Windrip si era riscattato, non c’è dubbio, innalzandosi dalla volgare frode della vendita di medicinali fasulli, stando in piedi davanti a un megafono, alla dignità di vendere un’economia fasulla, stando davanti a un microfono su un palco al chiuso sotto lampade ai vapori di mercurio.
Chi ha spacciato di recente un’economia che più fasulla non si può, basata sulle tariffe sulle importazioni ? E le squadre di picchiatori fascisti che scorrazzano per le città americane non ricordano i Minute Men, gli sgherri di Windrip ?
Speriamo che le somiglianze si fermino qui, e non si arrivi ad istituire campi di concentramento nelle ridenti pianure ad est e ad ovest degli Stati Uniti.
Nota
1. Si veda: Sinclair Lewis, Qui non può succedere, Capitolo 9.
Il blog di Pietro Gasti
Considerazioni Inattuali
7.4.26
K847
5.4.26
K846
# Della serie “Gli Dei”: Venere
Disse, e volgendosi rivelò lo splendore del collo, e dal sommo
del capo le chiome effusero un divino profumo d’ambrosia,
la veste le defluì alle caviglie, e dall’incedere si rivelò vera dea.
Quindi la Dea volò sino a Pafo, e rivide lieta quel luogo diletto
dove sorge in suo onore un gran tempio, e dove cento altari
profumati di fresche ghirlande bruciano incenso.
Virgilio
Eneide
Libro primo
3.4.26
K845
# Ah, la primavera !
E’ una stagione di rinascita, di svelamenti. Forse quest’anno le tante ‘closet queens’ che ci sono in circolazione coglieranno il destro per fare finalmente un esplosivo ‘coming-out’, ispirandosi magari al mitico Dottor Frank-N-Furter dell’immortale “Rocky Horror Picture Show” di Jim Sharman (1975).
31.3.26
K844
# In un post precedente ho collegato gli atteggiamenti fascisti degli odierni magnati della tecnologia con la corrente ideologica detta "modernismo reazionario" presente nella Repubblica di Weimar durante il primo dopoguerra. L'ho presa alla larga, come al solito, per una sorta di ridicolo snobismo intellettuale di cui devo scusarmi prima di tutto con me stesso.
Gli Stati Uniti possono fornire esempi di questa tendenza molto più calzanti, a cominciare da Henry Ford (1863-1947). Considerato il maggior ispiratore della seconda Rivoluzione Industriale, al punto che 'fordismo', il processo produttivo basato su di una catena di montaggio ininterrotta e sulla divisione del lavoro, divenne sinonimo di produzione su larga scala, Ford era altresì noto per il suo feroce antisemitismo.
Ad esempio attribuì lo scoppio della prima guerra mondiale ai 'banchieri ebrei tedeschi'; quando si candidò ad un posto al Senato, nel 1916, e venne sconfitto, ne diede la colpa, guarda caso, agli 'ebrei'. Nel 1920 comprò un giornale locale, il "Dearborn Indipendent", solo per farvi uscire una serie di articoli destinati a smascherare "L'ebreo internazionale: il problema del mondo"; essi vennero poi raccolti in un'edizione in quattro volumi, imposti ai concessionari della Ford come un prodotto aziendale. Sembra incredibile, ma giuro che non mi sto inventando nulla: sono fatti storici.
I suoi sproloqui non passarono inosservati da questa parte dell'oceano; in un’intervista del 1923, Adolf Hitler affermò: "Guardiamo a Heinrich Ford come al capo del crescente movimento fascista in America." La relazione d'amorosi sensi fra i due durò a lungo: nel 1938, a luglio, per il suo settantacinquesimo compleanno, Ford accettò la Croce di Servizio dell’Ordine dell’Aquila Tedesca conferitagli dal governo nazista.
Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale sostenne il movimento isolazionista dell'America First Committee, che vantava tra i suoi membri Charles Lindbergh, il trasvolatore atlantico. Nondimeno, quando dopo Pearl Harbor gli Stati Uniti entrarono in guerra, da buon capitalista convertì la sua azienda alla produzione bellica; tra l'altro, fornì all'aviazione il bombardiere B-24, prodotto nell’enorme stabilimento di Willow Run, nel Michigan, con cui le forze alleate rasero al suolo le sue beneamate città tedesche, seppellendo nel diluvio di fuoco delle bombe incendiarie il presunto Reich millenario.
Dopo aver subito due ictus, nel 1945 Henry Ford si dimise dagli incarichi societari. Morì due anni dopo, senza mai essersi pentito delle sue sbandierate opinioni, che definire ripugnanti è ancora poco; questo ci viene attestato dal demagogo antisemita Gerald L. K. Smith che negli anni sessanta ripubblicò "The International Jew", sostenendo che "Ford sugli ebrei non ha mai cambiato idea".
27.3.26
24.3.26
K842
# Ho letto un romanzo davvero interessante: “Qui non può succedere” di Sinclair Lewis (1885-1951), scrittore che fu il primo statunitense a ricevere il premio Nobel per la letteratura, nel 1930.
In questo libro del 1935, Lewis immagina che Franklin Delano Roosevelt venga sconfitto, alle primarie del Partito Democratico nel 1936, da Berzelius Windrip, il quale vince poi anche le successive elezioni, diventando Presidente degli Stati Uniti. Da questa posizione, con l’appoggio di grandi industriali e preti fondamentalisti sia cattolici che protestanti, tramite leggi di emergenza procede a creare un regime fascista, sul modello di quelli presenti in Italia e Germania, dove Hitler aveva preso il potere all’inizio del 1933.
La vicenda è narrata dal punto di vista di Doremus Jessup, proprietario e direttore di giornale in una cittadina dell’est degli Stati Uniti, Fort Beulah. Doremus si è sempre considerato un liberale moderato, ma anche un sincero patriota americano, così, davanti alle preoccupanti notizie da Washington, il suo mantra è: “Qui non può succedere”.
Ben presto dovrà cambiare idea quando il suo giornale, non schierato apertamente a favore del regime, gli viene sottratto e lui è costretto ad adattarsi al ruolo di portaborse dei nuovi padroni. Davanti a crimini che lo toccano sempre più da vicino (suo genero viene fucilato quando tenta di difenderlo dai soprusi), Doremus da vita ad una cellula di resistenza che stampa volantini ed opuscoli contro il regime. Quando viene scoperto è inviato in un campo di concentramento, dove subisce torture orrende; riesce però in qualche modo a sopravvivere finché sua figlia, corrompendo una guardia, lo fa evadere ed espatriare in Canada.
Nel frattempo, Windrip è deposto da un colpo di stato del suo braccio destro, Lee Sarason, un omosessuale che pare ricalcato su Ernst Röhm, capo delle SA naziste. A sua volta Sarason viene trucidato dal comandante dell’esercito, Dewey Haik, che non sopporta più le orge sodomitiche infestanti la Casa Bianca.
Per distrarre la popolazione dal disastro economico causato dal corporativismo, gli Stati Uniti dichiarano guerra al Messico, ma gli arruolamenti forzati causano una rivolta su larga scala; i ribelli assumono il controllo di vaste aree, senza però riuscire a rovesciare il regime. A questo punto Doremus decide di tornare in patria per dare una mano ai rivoltosi, ma non sapremo mai se riuscirà a sfuggire alle squadre della morte fasciste, i Minute Men, che l’hanno condannato alla fucilazione, perché qui finisce il romanzo.
20.3.26
K841
# Ah, la primavera !
Più numerose le primavere,
più i lunghi giorni
recano lacrime e lamenti —
Kobayashi Issa
Salvador Dalì “Leda atomica” (1947)




