17.3.26

K840

# Che fine ha fatto il Progresso, con la 'p' maiuscola ? Con questo termine non intendo l'uscita dell'ultima carabattola con la mela sopra, spacciata da un soggetto ben lieto di deporre doni e lusinghe ai piedi dell'aspirante autocrate di turno,

intendo un avanzamento dell'intera umanità in campo sociale e civile, economico come politico. 
Al giorno d'oggi gli avversari del Progresso non si rintanano più in nostalgie passatiste, o dietro a fondamentalismi religiosi. Anzi, si fanno un vanto delle conquiste tecnologiche, sbandierando atteggiamenti fascisti assieme agli ultimi ritrovati della moderna tecnologia.
Non è una novità: nella Germania della Repubblica di Weimar, durante il primo dopoguerra, il conservatorismo tedesco abbandonò gli ambienti pastorali del romanticismo ottocentesco per abbracciare la tecnica, sia in campo industriale che come strumento bellico, senza per questo venir meno alle sue radici irrazionali e illiberali. Ecco ad esempio come Oswald Spengler esalta la macchina nella sua sopravvalutata opera principale (1):

E queste macchine nella loro forma sono sempre più disumanizzate, sempre più ascetiche, mistiche, esoteriche. Esse avvolgono la terra con una rete infinita di forze sottili, di correnti e di tensioni. Il loro corpo si fa sempre più spirituale, sempre più chiuso. Queste ruote, questi cilindri, queste leve non parlano più. Ciò che in esse è più importante si ritira all’interno. La macchina è stata sentita come qualcosa di diabolico, e non a torto. Agli occhi del credente essa rappresenta la detronizzazione di Dio. Essa pone la causalità sacra nelle mani dell’uomo e questi la mette silenziosamente, irresistibilmente in moto con una specie di preveggente onnisapienza.

Spengler era un esponente della corrente ideologica detta 'modernismo reazionario'. Rifiutando l'Illuminismo e di conseguenza i suoi prodotti (i principi della Rivoluzione Francese, il liberalismo, il marxismo) Spengler non riesce a vedere la tecnica come un prodotto dello 'sviluppo delle forze produttive', direbbe Marx, e deve spiegarne la presenza colle solite fumisterie mistiche, esoteriche, e perfino ritenendola opera del diavolo.
Si sarebbe tentati di dargli ragione, considerati gli strumenti tecnologici messi in campo dai suoi sodali, non molto dopo l'uscita di queste noiose farneticazioni, per compiere orribili crimini contro l'umanità.

Nota
1. Oswald Spengler, Il tramonto dell'occidente, Capitolo quinto. Il mondo della vita economica, II. La macchina. 

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