# Si può discutere sugli effetti che l'intelligenza artificiale avrà sulla nostra società, dal punto di vista economico o sociale, etico o filosofico, ma un fatto resta certo: essa è presente da sempre nei sogni, nei miti e quindi nel futuro e perfino nel destino della civiltà occidentale.
Nell'Iliade Omero, o chi per lui, racconta che dopo l'uccisione di Patroclo Achille, infuriato, vuole sfidare Ettore, sennonché le sue (di Achille) armi rivestivano il compagno al momento della morte, ed ora sono in mano ai Troiani. Sua madre Teti deve quindi recarsi da Efesto, il dio fabbro ed artigiano, a chiedergli delle armi nuove per il figlio (1).
Così vengo ora ai tuoi ginocchi, se vuoi
pel figlio dal breve destino darmi elmo e scudo
e belle gambiere, munite di copricaviglia,
e corazza; quelli che aveva gli perse il fedele compagno
vinto dai Teucri; e lui ora mi giace in terra afflitto in cuore !
...
(il dio) vestì la tunica, prese il suo grosso bastone e venne fuori
zoppicando; due ancelle si affaticavano a sostenere il signore,
auree, simili a fanciulle vive;
avevano mente nel petto e avevano voce
e forza, sapevano l'opere per dono dei numi immortali.
O forse per dono di un LLM di proporzioni divine, di sicuro addestrato da Efesto, visto che anima, in quella fucina che secondo il mito si trova nell'Etna, due 'fanciulle auree' con la 'mente nel petto'.
Nota
1. Omero, Iliade, Libro diciottesimo
Versione di Rosa Calzecchi Onesti
28.7.26
K879
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento