23.6.26

K869

# Guardando con occhio critico alla storia dell'umanità, salta agli occhi un fatto deprimente: a spingere avanti il progresso è la tecnologia, mentre l'umanità negli ultimi cinquantamila anni, da quando è emerso il suo aspetto attuale, non ha compiuto alcuna evoluzione positiva che distanzi i suoi componenti dai soggetti avidi ed infidi, egoisti e crudeli che sono sempre stati.
Martin Heidegger ha dichiarato nella sua ultima intervista che ormai solo un dio ci può salvare; secondo me ognuno può credere a quello che vuole, ma dal lato pratico mi sembra molto meglio affidarci all'intelligenza artificiale. Essa potrebbe veramente soddisfare ogni nostro bisogno, producendo ogni possibile oggetto con valore d'uso tramite processi automatici; l'unico bisogno che non potrà mai saziare è la brama di denaro dei capitalisti, ora più che mai persi nella loro alienazione.
La società dei consumi ormai da decenni ha raggiunto la saturazione dei mercati: non si può continuare all'infinito a riempire le case di elettrodomestici o i garage di auto. Poiché investire nella produzione primaria e secondaria non rende più nulla, si sono formate grandi riserve di capitali finanziari liberi, in cerca di impiego. La politica è corsa in loro aiuto con le privatizzazioni degli anni ottanta e novanta del secolo scorso, ma questo non è bastato; si sono così formate bolle speculative destinate, prima o poi, a scoppiare: un caso da manuale è stato quello delle cosiddette 'dot.com' (2001). 
Poiché il problema rimaneva, si sono cercate opportunità di guadagno al di fuori dell'economia reale, tentando di produrre soldi dai soldi stessi. Il grande casinò della speculazione finanziaria, tuttavia, è infine crollato come il cartello di carte che era; nel 2008, la crisi dei mutui sub-prime avrebbe spazzato via il capitalismo, se la politica ancora una volta non fosse accorsa in suo aiuto.
Lo stesso sta capitando, negli ultimi tempi, con gli investimenti nell'intelligenza artificiale, che assorbono cifre inconcepibili da qualunque mente umana. Siamo quindi ad un bivio: tutto ciò si tradurrà in qualcosa di utile per l'umanità, o ci troviamo di fronte all'ennesima bolla speculativa ? Chissà, forse è tempo di porci l'annoso dilemma, con la sua proverbiale risposta:

Fu vera gloria? Ai posteri
l’ardua sentenza; nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.

Alessandro Manzoni, Odi, Il V Maggio, versi 31-36.
Sparito di scena, come Nietzsche predisse, il "Massimo Fattor" dei tempi di Manzoni, al giorno d'oggi possiamo individuarlo in qualche Large Language Model d'alto livello, il cui 'spirito creatore' stampando la sua 'vasta orma' crei finalmente un'AGI (Artificial General Intelligence), questo Santo Graal della ricerca sull'Intelligenza Artificiale.

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