14.7.26

K875

# E' un peccato che Martin Heidegger non abbia specificato quale dio dovrebbe salvarci, di preciso. Il filosofo tedesco era figlio di un sacrestano, fu educato in scuole cattoliche e fu tentato di dedicarsi alla teologia, da giovane, quindi si può supporre che pensasse, ancora in età avanzata, al Dio della Bibbia ma è davvero così ? Come si concilia il programma filosofico alla base del suo pensiero, la distruzione della metafisica tramite la differenza ontologica fra ente ed Essere e la conseguente ‘decisione’ per l'Essere, col porre le proprie speranze nel dio del popolo che essendo svincolato da un ‘suolo’ può fare dello sradicamento di ogni ente dall’Essere il suo compito nella storia del mondo, rendendosi allo stesso tempo complice e beneficiario della metafisica ?
Heidegger vuole combattere lo ‘sradicamento’ in cui è ‘gettato’ l'uomo moderno e biasima chi non abbia un suolo a cui ancorarsi, ma poi si appella a un monoteismo di ritorno che non è di sicuro il credo originario dei tedeschi, e neppure di nessun altro popolo indoeuropeo (1): né degli attuali abitanti dell'India, né degli iraniani, né dei latini e nemmeno dei greci. Avrebbe se mai dovuto dire: “Solo gli dei ci possono salvare” (2), ma forse questo gli ripugnava in quanto troppo pluralista, lontano da quel ‘Führerprinzip’ a cui si attenne durante il suo rettorato; inoltre probabilmente si scontrava con la sua intima natura di ‘teologo tedesco’, come si definì spesso.
Qui siamo in presenza di una palese contraddizione, oppure c'è qualcosa che mi sfugge. Considerato che Heidegger ha posto all'inizio del volume dedicato a Nietzsche un aforisma del filosofo suo conterraneo: “Quasi due millenni e non un solo nuovo Dio !” (3), si deve escludere il dio del cristianesimo come possibile candidato al ruolo del “Deus ex machina” in quella che Heidegger dalla metà degli anni trenta, deluso dalla scarsa radicalità del nazismo, vede come una situazione apocalittica, senza via d'uscita per l'umanità travolta dalle ‘macchinazioni’ della ‘tecnica’, dalla vuota razionalità, dal ‘pensiero calcolante’ e ormai lontana anni luce dalla sua baita nella Foresta Nera e dai contadini con cui amava conversare.
Nell'intervista Heidegger continua: “Ci resta, come unica possibilità, quella di preparare nel pensare e nel poetare, una disponibilità all’apparizione del Dio o all’assenza del Dio nel tramonto.” Secondo me avrebbe fatto meglio a concludere: "Dovevo dare ascolto ai miei genitori; forse adesso non sarei il maggior filosofo del ventesimo secolo, ma almeno avrei evitato lo sbaglio peggiore della mia vita."
Oppure poteva ricorrere ad una saggezza ancora più antica (4):

Mentre tutti gli uomini hanno qualcosa che sanno fare
solo io sono ignorante come un contadino !
Solo io mi distinguo dagli altri uomini
perché apprezzo nutrirmi della Madre !

Note
1. ‘Ariano’ sarebbe il termine giusto in base ai dati antropologici, perché furono gli Arii gli antenati da cui discesero tutti i popoli indoeuropei; trasformando una mera casualità storica in uno strumento di discriminazione, il nazismo ha reso impossibile usare ancora questo aggettivo. 
2. O ancora meglio, volendo limitarsi ad un solo dio senza rinunciare al suo sangue e suolo: “Ormai solo Odino ci può salvare !” In questo caso chissà che faccia avrebbe fatto il giornalista dello “Spiegel”, settimanale notoriamente di centro-sinistra, famoso per il suo ‘giornalismo investigativo’, nientemeno.
3. Friedrich Nietzsche, L'Anticristo. Maledizione del Cristianesimo, paragrafo 19.
4. Lao-tzu, Tao-tê-ching, XX.

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