Tōru conosce Naoko in quanto è la fidanzata del suo migliore amico, Kizuki, il quale però si suicida senza un motivo apparente. La tragedia trasforma la sua amicizia con Naoko in qualcosa di più intimo, ma presto la ragazza da segni di squilibrio mentale, che costringono i suoi genitori a ricoverarla in un centro di recupero in montagna. Lì il suo unico contatto col mondo esterno sono le lettere di Tōru, che così si sente impegnato a restarle accanto.
Midori è l'esatto opposto della fragile Naoko: solare, ottimista, decisa ad affrontare i problemi prendendoli di petto. Incontra Tōru perché frequentano insieme un corso all'università, e stringe con lui una bizzarra amicizia, per molti aspetti fuori dal comune. Midori ha un fidanzato, ma considerandolo di mentalità troppo ristretta per i suoi gusti, approfitta della disponibilità di Tōru per esplorare l'universo maschile, che sente misterioso, avendo fatto le superiori in un collegio femminile.
Per portare avanti questo suo programma di ricerca chiede a Tōru di masturbarsi pensando a lei, e poi raccontarle tutti i particolari dell'esperienza. La cosa non funziona, perché lui ha in mente Naoko; questo però non scoraggia Midori, che gli propone un aiutino telefonico, non privo tuttavia di inconvenienti, visto che l'unico telefono a cui Toru abbia accesso è nell'atrio del collegio universitario dove soggiorna (1):
- Non devi vergognarti. Anzi, devi pensare delle cose molto oscene. Non c’è niente di male, sono io che ti autorizzo. Sai che facciamo? La prossima volta ti aiuto io per telefono. «Sì… sì… continua lì… come godo… no, non così, fermati, così mi fai venire… no, questo è troppo!» Che te ne pare? E mentre ascolti tu fai quel che devi fare.
– Il telefono del collegio è nell’atrio, proprio accanto all’ingresso. C’è un viavai continuo, – spiegai. – Se mi mettessi a masturbarmi lì il direttore mi picchierebbe a sangue, poco ma sicuro.
Midori allora lo convince, o meglio costringe a portarla a vedere un film porno sadomaso. La ragazza ne prende visione con grande interesse, commentandolo in questo modo (1):
– Ehi, hai visto? Ma si possono fare davvero queste cose? – oppure – Tremendo! Se lo fanno tutti e tre in una volta la faranno a pezzi! – o ancora – Watanabe! Quella cosa lì mi piacerebbe farmela fare da qualcuno – e via dicendo. Guardare Midori era molto più interessante che guardare il film.
Ma l'oscurità che assedia Naoko alla fine ne vince le ultime resistenze, e questo metterà in crisi anche il rapporto di Tōru con Midori.
Nota
1. Si veda: Haruki Murakami, Norwegian Wood (Tokyo Blues), Capitolo 9, Einaudi editore.