# Considerato che il miglior modo per prevenire le malattie neurologiche consiste nel coltivare sempre nuovi interessi, così da mantenere una certa elasticità del cervello a qualunque età, ho deciso di interessarmi alla filosofia di Martin Heidegger, pensatore tedesco che per quanto controverso è universalmente considerato il maggior filosofo del XX secolo.
All'inizio della sua carriera di studioso Heidegger si dedicò alla teologia, più che altro per poter usufruire delle borse di studio provviste da istituzioni cattoliche, essendo i suoi genitori privi delle risorse con cui consentirgli di perseguire una carriera accademica. Conseguita l'abilitazione all'insegnamento universitario, Heidegger non ottenne però una cattedra, in quanto l'ambiente culturale laico lo considerava un filosofo confessionale, mentre i cattolici non avevano apprezzato nemmeno il suo scritto di abilitazione "Dottrina delle categorie e del significato in Duns Scoto" (1265-1308; 'Doctor Subtilis' della filosofia scolastica medievale) in quanto non sembrava loro che Heidegger stesse in effetti difendendo 'il patrimonio di verità della Chiesa', come richiesto dalle condizioni della borsa di studio.
Chissà, forse fu questo trauma giovanile a spingerlo a far ‘tabula rasa’ non solo delle sue convinzioni religiose, ma dell’intera tradizione metafisica occidentale, che durava da 2500 anni. D’altro canto il bisogno d’essere accettato, di trovare un proprio posto di primo piano nell’ambito accademico e oltre potrebbe averlo spinto alla compromissione col nazismo, di cui si pentì subito, ma che continuerà a perseguitarlo ben oltre la sua scomparsa.
Alla fine rimase solo come all’inizio, perso nella foresta dei suoi sentieri interrotti, senz’altra via d’uscita che quella che i genitori avevano tentato d’instillargli nella sua infanzia: “Ormai solo un dio ci può salvare” (1).
Nota
1. Si veda l'intervista concessa da Heidegger a “Der Spiegel” il 23 settembre 1966, ma pubblicata solo il 31 maggio 1976, dopo la sua morte (26 maggio 1976), come da lui richiesto.
Il blog di Pietro Gasti
Considerazioni Inattuali
13.1.26
K822
9.1.26
K821
# Gli anglosassoni usano molti termini italiani nel campo della gastronomia.
Il più famoso, ed anche scontato è pizza, ma in diversi film e telefilm ho sentito usare anche gelato, salame (pronunciato ‘salami’ in quanto per gli americani la 'e' finale di una parola invece di sparire, come sarebbe logico, a volte diventa 'i', ad esempio 'catastrophe' si legge 'catastrofi'), bolognese, nel senso di pasta alla, (storpiata in modo davvero ridicolo perché nella lingua inglese non è prevista la pronuncia ‘gn’, che viene separata, come in tedesco, in ‘g-n’; ex. Wagner = Wag-ner”).
In un telefilm un soggetto cercava di convincere una ragazza a prestarsi ad atti innominabili con la promessa di procurarle un ‘bombolone’, con la ‘i’ finale, da una pasticceria italiana di New York che a quanto pare conosceva solo lui.
Anche gli spaghetti sono chiamati così, da non confondere però coi ‘noodles’, ossia la varietà cinese degli stessi. Nell’immagine sotto vediamo un uso fantasioso del termine, ed un doppio senso incentrato sull’aggettivo ‘straight’ che come maschio mi sento obbligato ad astenermi dal tradurre.
6.1.26
K820
1) il rock dei Guns ‘n' Roses,
2) i film di Terminator diretti da James Cameron.
Cosa può esserci allora di meglio del combinare queste due specialità ? E’ come se Bach avesse musicato una tragedia di Shakespeare !
Il video ufficiale, in 4HD, si può trovare a questo indirizzo:
https://www.youtube.com/watch?
La track è compresa nel quarto album della band americana "Use Your Illusion II" (1991).
Pare che il vecchio Arnold abbia invitato a pranzo a casa sua l'intero gruppo, più James Cameron, regista primo al mondo come incasso dei suoi film (oltre a Terminator 1 e 2, Aliens, Titanic, la saga di Avatar ecc.), per convincerli a lasciargli inserire "You Could Be Mine" nella soundtrack di “Terminator 2 – Judgment Day” (1991).
2.1.26
K819
# Ah, l'inverno !
Haiku invernali
Del primo sogno dell’anno nuovo
nessuno è partecipe,
ne ho solo sorriso in segreto,
tra me e me
Shō-U
30.12.25
26.12.25
23.12.25
K816
# Aforismi inattuali
Je ne passe jamais devant un fétiche de bois,
un Bouddha doré, une idole mexicaine
sans me dire: C’est peut-être le vrai dieu.
Charles Baudelaire
Non passo mai davanti a un feticcio di legno,
un Buddha dorato, un idolo messicano
senza dirmi: Potrebbe essere il vero dio.






