# Durante la prima presidenza Trump (2016-2020) circolava su Internet una petizione, che raccolse più di 50000 firme, formulata in questi termini:
Noi sottoscritti professionisti della salute mentale crediamo nel nostro giudizio di esperti secondo cui Donald Trump manifesta una seria malattia mentale che lo rende psicologicamente incapace di assolvere in modo adeguato ai compiti di Presidente degli Stati Uniti. E chiediamo rispettosamente che sia rimosso dal suo incarico, a norma dell’articolo 4 del XXV emendamento della Costituzione.
Il tutto finì poi nel nulla, e non servì nemmeno da avvertimento per il futuro, visto che dopo i risultati disastrosi del suo primo mandato gli americani lo hanno eletto una seconda volta. Tuttavia bisogna considerare che la petizione, per quanto mossa dalle migliori intenzioni, risultava sbagliata fin dall’inizio.
Secondo il Manuale statistico e diagnostico dei disturbi mentali (DSM), Trump presenta tutti i sintomi di un disturbo narcisistico della personalità (senso grandioso di importanza; fantasie di successo; crede di essere speciale; di dover frequentare altre persone speciali; richiede costante ammirazione; ha un forte sentimento dei propri diritti; è privo di empatia; sfrutta i rapporti interpersonali, è invidioso e arrogante), ma questo non fa di lui un malato mentale.
Il suddetto disturbo, infatti, non gli causa sofferenza o disabilità, anzi, è proprio ciò che gli ha consentito di diventare miliardario, o poi di conquistare due volte la Presidenza degli Stati Uniti.
Si sente dire: “Va bene, Trump è mezzo matto, ma quella non è la vera America”. Secondo la mia modesta opinione questo modo di guardare ai fatti è sbagliato su tutta la linea: come già detto, Trump non è matto, e quella è la vera America, non ne esiste un’altra.
Se mai bisogna chiedersi cosa ci insegna sulla nostra società, sulla nostra civiltà occidentale, americana come italiana o di qualunque altro paese europeo, il fatto che un soggetto simile si trovi nella sua posizione, da cui, se gli girano le palle, può causare l’estinzione dell’intera umanità, e non in senso metaforico, ma terribilmente reale.
Ormai non si tratta più, per i nostri cugini d’Oltreoceano, di guardare con nostalgia al passato, di voler fare l’America ‘great again’: il loro intero apparato istituzionale (Presidenza, Camera e Senato, agenzie governative ecc.) ricorda piuttosto una turba di roditori in preda ad una brama di abisso, di precipizio. Si può solo sperare che non ci trascinino a fondo con loro.
27.1.26
K826
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