# Devo aver già citato più volte la definizione dell'economia data da Marx come “la scienza grigia”. Un modo più elaborato di esprimere lo stesso concetto è questo (1):
Non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma è, al contrario, il loro essere sociale che determina la loro coscienza.
Diventa allora spontaneo chiedersi: nella nebbia degli interessi personali spesso spacciati per alti ideali con parole roboanti, com'è possibile trovare un punto di riferimento, o decidere fra le diverse descrizioni della realtà offerte da teorie contrastanti ? La risposta ovvia è: dai risultati, anche se purtroppo la visione nello specchietto retrovisore delle statistiche non aiuta a sanare gli errori compiuti, né ad evitarne altri in un futuro imprevedibile.
E' questa la triste lezione che si ricava dalla ‘cautionary tale’ del neoliberismo: dopo trent'anni in cui i suoi insegnamenti venivano spacciati per il nuovo vangelo teorico e pratico della nostra società ormai alla ‘fine della storia’, gli Stati Uniti furono costretti a nazionalizzare le grandi agenzie dei mutui ipotecari Fannie Mae e Freddie Mac, travolte dalla crisi dei mutui ‘sub-prime’ (quelli concessi senza alcuna garanzia, a puri fini speculativi, allo scopo di ‘cartolarizzare’ i crediti ad essi collegati, gettandoli poi nel mercato dei ‘derivati’ gestito dal cosiddetto ‘sistema bancario ombra’ o ‘fantasma’; mi spiace usare termini tecnici, ma per chi abbia una qualche conoscenza di economia addentrarsi in simili argomenti è una vera goduria intellettuale).
Lo stesso avvenne per la maggiore assicurazione del mondo, l’American International Group (Aig); invece le grandi banche d’investimento Goldman Sachs e Morgan Stanley furono salvate dall’amministrazione di George W. Bush trasformandole in banche di credito ordinario sotto la sorveglianza della Federal Reserve, mentre la terza banca d’affari ‘too big to fail’, Merrill Lynch, venne assorbita da Bank of America.
A fare da capro espiatorio fu Lehman Brothers, anche se la sua esposizione per i mutui sub-prime non era peggiore di quella di Merrill Lynch, come lei prossima al fallimento. Lo spettacolo dei suoi traders che se ne andavano dalla sede di New York portandosi appresso gli oggetti personali in scatole di cartone segnò davvero la fine di un'epoca.
Come c'era da aspettarsi i talebani del neoliberismo si opposero a spada tratta, ancora una volta e senza badare all'imminente disastro, all'intervento dello stato in economia; le misure per arginare la crisi disposte dall'amministrazione repubblicana furono approvate solo grazie al sostegno del Partito Democratico. Del resto un suo rappresentante, Barack Obama, avrebbe conquistato la presidenza quello stesso anno, e poi di nuovo nel 2012.
Nota
1. Si veda: Karl Marx, Prefazione a “Per la critica dell'economia politica”, Londra, gennaio 1859.
27.4.21
K565
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