# Dopo la caduta dell'Impero Romano, per più di un millennio la visione del mondo, quella che i tedeschi chiamano 'Weltanschauung', si fondò su basi morali di origine religiosa: solo la conversione o redenzione dei singoli poteva indurli alle opere di carità, e quindi a collaborare al bene comune. Il fondatore dell'economia politica moderna, Adam Smith, amico ed esecutore testamentario del filosofo ateo David Hume, nonché ateo egli stesso, la pensava diversamente: secondo lui non importava che il singolo imprenditore agisse mosso dal proprio egoismo, perché quella che definiva 'la mano invisibile del mercato' l'avrebbe condotto a promuovere un fine, il bene comune, che non era inizialmente nelle sue intenzioni.
Ai suoi tempi questa convinzione sconvolse un modello di pensiero millenario, ed ebbe un tale successo che di questa 'mano invisibile' si sente parlare ancora adesso. Eppure di sicuro non siamo più nelle condizioni economiche dei tempi di Smith, che visse dal 1723 al 1790; anzi, si può dubitare che il modello da lui descritto (un capitalismo senza poteri di monopolio, che massimizza l'efficienza e realizza la 'sovranità dei consumatori') sia mai esistito. Nondimeno la realtà della fantomatica 'mano invisibile' divenne presto un dogma, come quello dell'esistenza del suo compare, l'Invertebrato Gassoso, nel millennio precedente.
Per fortuna nessun ateo della 'mano invisibile' è mai finito sul rogo, anche se forse avrebbe avuto qualche difficoltà a far carriera negli ambienti accademici della scienza economica, come David Hume nei venerandi saloni della filosofia. Al giorno d'oggi bisogna essere ciechi o in malafede per negare la tendenza verso la centralizzazione del capitale: essa avanza, crea inefficienza e instabilità, spoglia i propri sudditi d'ogni potere, e dopo aver travolto come un rullo compressore la classe operaia è ora alle prese con la classe media. I giganti dei mercati fissano i prezzi che vogliono, prescindendo da domanda e offerta, per aumentare i profitti, e ridono delle multe inflitte loro dalle autorità antitrust, in Europa come in America.
Alla faccia dei cantori del liberismo (vecchio o neo che dir si voglia), e dei profeti della 'fine della storia'. La storia è in marcia, questo è certo, e la sua direzione potrebbe riservare qualche sorpresa.
Il mondo progredisce, l’avvenire è radioso e nessuno può cambiare il corso generale della storia. Noi dobbiamo continuamente far conoscere al popolo i progressi del mondo e il radioso futuro in modo che il popolo acquisti fiducia nella vittoria.
Citazioni dalle opere del Presidente Mao Tze-tung, V. La guerra e la pace.
15.9.26
K891
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