5.5.26

K855

# Finora ho considerato l'intelligenza artificiale solo uno strumento davvero interessante per produrre filmati di fantascienza del tutto superflui, o immagini fantasiose. Approfondendo il tema mi sono reso conto che una simile prospettiva sottovaluta grandemente l'impatto che l'IA avrà in campo economico e sociale, e che in parte sta già avendo, almeno nelle nazioni all'avanguardia nella tecnologia, come Stati Uniti o Cina. Da noi l'onda dello tsunami artificiale arriverà cinque o dieci anni dopo, ma non c'è dubbio che prima o poi colpirà anche le coste dello Stivale. Molti, volenti o nolenti, ne sopporteranno le conseguenze; come diceva il mitico Bob:

Come gather 'round people
Wherever you roam
And admit that the waters
Around you have grown
And accept it that soon
You'll be drenched to the bone
If your time to you is worth savin'
Then you better start swimming
Or you'll sink like a stone
For the times they are a changing

I tempi stanno cambiando, e chi in futuro si affaccerà sul mercato del lavoro dovrà imparare a nuotare nelle acque dell'intelligenza artificiale; in caso contrario annegherà nella disoccupazione, o in lavori sottopagati nello strato più basso della piramide sociale, quello che Marx chiama 'lumpenproletariat', o proletariato straccione, privo di qualunque coscienza di classe e impossibilitato a far valere i propri diritti, ammesso che questo concetto sarà ancora fungibile. 
Se finora i progressi tecnologici operavano nello spazio fisico (braccia robotiche al posto di braccia umane, per fare l'esempio più banale), l'IA comporta un totale cambio di paradigma. Essa infatti opera nello spazio cognitivo, mettendo a disposizione strumenti in grado di ragionare, dedurre, generalizzare, imparare dai modelli e generare soluzioni originali a nuovi problemi.
Per la prima volta nella storia delle rivoluzioni industriali ad essere sostituiti non saranno i lavoratori manuali (nessuna IA sostituirà mai un idraulico, un falegname, un meccanico o un elettricista), ma l'intera classe media istruita che svolge il lavoro cognitivo di routine. Da qui a pochi anni la gran parte del lavoro impiegatizio sarà svolto dall'IA, o meglio da un modello linguistico a grandi dimensioni (LLM), che non deve studiare anni e magari prendere una laurea, ma una volta addestrato può essere riprodotto milioni di volte in maniera quasi istantanea, e trasmesso all'altro capo del mondo via Internet.
Per un'amara ironia della sorte, i primi ad essere sostituiti saranno, anzi, sono già i programmatori di basso livello, il cui affannarsi allo scopo di laurearsi in informatica è annullato da assistenti di programmazione basati sull'intelligenza artificiale che scrivono interi programmi, eseguono il debug del codice, traducono tra le lingue e generano test, compiti che fino a ieri richiedevano anni di esperienza.
Comunque, per male che vada tutto ciò non mi riguarda; posso continuare a godermi i filmati prodotti dall'IA. Attualmente i miei preferiti sono quelli a tema "Steampunk".

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