31.3.26

K844

# In un post precedente ho collegato gli atteggiamenti fascisti degli odierni magnati della tecnologia con la corrente ideologica detta "modernismo reazionario"  presente nella Repubblica di Weimar durante il primo dopoguerra. L'ho presa alla larga, come al solito, per una sorta di ridicolo snobismo intellettuale di cui devo scusarmi prima di tutto con me stesso.
Gli Stati Uniti possono fornire esempi di questa tendenza molto più calzanti, a cominciare da Henry Ford (1863-1947). Considerato il maggior ispiratore della seconda Rivoluzione Industriale, al punto che 'fordismo', il processo produttivo basato su di una catena di montaggio ininterrotta e sulla divisione del lavoro, divenne sinonimo di produzione su larga scala, Ford era altresì noto per il suo feroce antisemitismo. 
Ad esempio attribuì lo scoppio della prima guerra mondiale ai 'banchieri ebrei tedeschi'; quando si candidò ad un posto al Senato, nel 1916, e venne sconfitto, ne diede la colpa, guarda caso, agli 'ebrei'. Nel 1920 comprò un giornale locale, il "Dearborn Indipendent", solo per farvi uscire una serie di articoli destinati a smascherare "L'ebreo internazionale: il problema del mondo"; essi vennero poi raccolti in un'edizione in quattro volumi, imposti ai concessionari della Ford come un prodotto aziendale. Sembra incredibile, ma giuro che non mi sto inventando nulla: sono fatti storici.
I suoi sproloqui non passarono inosservati da questa parte dell'oceano; in un’intervista del 1923, Adolf Hitler affermò: "Guardiamo a Heinrich Ford come al capo del crescente movimento fascista in America." La relazione d'amorosi sensi fra i due durò a lungo: nel 1938, a luglio, per il suo settantacinquesimo compleanno, Ford accettò la Croce di Servizio dell’Ordine dell’Aquila Tedesca conferitagli dal governo nazista. 
Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale sostenne il movimento isolazionista dell'America First Committee, che vantava tra i suoi membri Charles Lindbergh, il trasvolatore atlantico. Nondimeno, quando dopo Pearl Harbor gli Stati Uniti entrarono in guerra, da buon capitalista convertì la sua azienda alla produzione bellica; tra l'altro, fornì all'aviazione il bombardiere B-24, prodotto nell’enorme stabilimento di Willow Run, nel Michigan, con cui le forze alleate rasero al suolo le sue beneamate città tedesche, seppellendo nel diluvio di fuoco delle bombe incendiarie il presunto Reich millenario. 
Dopo aver subito due ictus, nel 1945 Henry Ford si dimise dagli incarichi societari. Morì due anni dopo, senza mai essersi pentito delle sue sbandierate opinioni, che definire ripugnanti è ancora poco; questo ci viene attestato dal demagogo antisemita Gerald L. K. Smith che negli anni sessanta ripubblicò "The International Jew", sostenendo che "Ford sugli ebrei non ha mai cambiato idea".

Nessun commento: