24.3.26

K842

# Ho letto un romanzo davvero interessante: “Qui non può succedere” di Sinclair Lewis (1885-1951), scrittore che fu il primo statunitense a ricevere il premio Nobel per la letteratura, nel 1930.
In questo libro del 1935, Lewis immagina che Franklin Delano Roosevelt venga sconfitto, alle primarie del Partito Democratico nel 1936, da Berzelius Windrip, il quale vince poi anche le successive elezioni, diventando Presidente degli Stati Uniti. Da questa posizione, con l’appoggio di grandi industriali e preti fondamentalisti sia cattolici che protestanti, tramite leggi di emergenza procede a creare un regime fascista, sul modello di quelli presenti in Italia e Germania, dove Hitler aveva preso il potere all’inizio del 1933.
La vicenda è narrata dal punto di vista di Doremus Jessup, proprietario e direttore di giornale in una cittadina dell’est degli Stati Uniti, Fort Beulah. Doremus si è sempre considerato un liberale moderato, ma anche un sincero patriota americano, così, davanti alle preoccupanti notizie da Washington, il suo mantra è: “Qui non può succedere”. 
Ben presto dovrà cambiare idea quando il suo giornale, non schierato apertamente a favore del regime, gli viene sottratto e lui è costretto ad adattarsi al ruolo di portaborse dei nuovi padroni. Davanti a crimini che lo toccano sempre più da vicino (suo genero viene fucilato quando tenta di difenderlo dai soprusi), Doremus da vita ad una cellula di resistenza che stampa volantini ed opuscoli contro il regime. Quando viene scoperto è inviato in un campo di concentramento, dove subisce torture orrende; riesce però in qualche modo a sopravvivere finché sua figlia, corrompendo una guardia, lo fa evadere ed espatriare in Canada. 
Nel frattempo, Windrip è deposto da un colpo di stato del suo braccio destro, Lee Sarason, un omosessuale che pare ricalcato su Ernst Röhm, capo delle SA naziste. A sua volta Sarason viene trucidato dal comandante dell’esercito, Dewey Haik, che non sopporta più le orge sodomitiche infestanti la Casa Bianca. 
Per distrarre la popolazione dal disastro economico causato dal corporativismo, gli Stati Uniti dichiarano guerra al Messico, ma gli arruolamenti forzati causano una rivolta su larga scala; i ribelli assumono il controllo di vaste aree, senza però riuscire a rovesciare il regime. A questo punto Doremus decide di tornare in patria per dare una mano ai rivoltosi, ma non sapremo mai se riuscirà a sfuggire alle squadre della morte fasciste, i Minute Men, che l’hanno condannato alla fucilazione, perché qui finisce il romanzo. 

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