9.1.26

K821

# Gli anglosassoni usano molti termini italiani nel campo della gastronomia. 
Il più famoso, ed anche scontato è pizza, ma in diversi film e telefilm ho sentito usare anche gelato, salame (pronunciato ‘salami’ in quanto per gli americani la 'e' finale di una parola invece di sparire, come sarebbe logico, a volte diventa 'i', ad esempio 'catastrophe' si legge 'catastrofi'), bolognese, nel senso di pasta alla, (storpiata in modo davvero ridicolo perché nella lingua inglese non è prevista la pronuncia ‘gn’, che viene separata, come in tedesco, in ‘g-n’; ex. Wagner = Wag-ner”). 
In un telefilm un soggetto cercava di convincere una ragazza a prestarsi ad atti innominabili con la promessa di procurarle un ‘bombolone’, con la ‘i’ finale, da una pasticceria italiana di New York che a quanto pare conosceva solo lui.
Anche gli spaghetti sono chiamati così, da non confondere però coi ‘noodles’, ossia la varietà cinese degli stessi. Nell’immagine sotto vediamo un uso fantasioso del termine, ed un doppio senso incentrato sull’aggettivo ‘straight’ che come maschio mi sento obbligato ad astenermi dal tradurre.

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