28.9.21

K609

# In “Albertine scomparsa”, la morte del personaggio eponimo sconvolge il Narratore, come Proust si incarica di rappresentarci in maniera più che dettagliata. Forse per mantenere un ultimo, fantasmatico legame con lei, o al contrario per lasciarsela alle spalle in via definitiva, dopo elucubrazioni durate decine e decine di pagine il Narratore decide di indagare finalmente sulla vita di Albertine, e sciogliere i dubbi che coltiva da tempo sulle sue abitudini e gusti sessuali.
A tale scopo invia a Balbec un domestico perché si informi presso gli stabilimenti balneari se qualcuno abbia mai avuto sentore di attività poco ortodosse fra le bagnanti, a cui la donna possa aver preso parte. Costui contatta un'inserviente dei bagni, e poi comunica per lettera le sue scoperte al Narratore in questo modo (1):

A sentir lei (ossia l'inserviente), la cosa che il Signore supponeva è assolutamente sicura. Prima di tutto, era lei che si occupava di Mlle A. ogni volta che veniva ai bagni. Mlle A. veniva molto spesso a far la doccia con una donna alta, più vecchia di lei, sempre vestita di grigio, che l’inserviente, senza saperne il nome, conosceva per averla vista spesso andar dietro a delle ragazze. Ma da quando conosceva Mlle A. non badava più alle altre. Lei e Mlle A. si chiudevano sempre in cabina e ci restavano molto a lungo, e la signora in grigio dava almeno dieci franchi di mancia alla persona con cui ho parlato. Come mi ha detto questa persona, potete ben immaginare che non se ne stavano a sfogliar verze, altrimenti non mi avrebbero dato dieci franchi di mancia.

E non finisce lì: fra le ‘amiche’ balneari di Albertine la stessa inserviente cita anche “una donna che aveva la pelle molto scura e portava l’occhialetto. Ma il più delle volte Mlle A. veniva con delle ragazze più giovani di lei, specialmente una molto rossa.”
Trovata conferma alle antiche supposizioni, avuta prova della doppia vita dell'amante, della quale non ha mai saputo nulla, il Narratore ha una reazione a mio avviso leggermente esagerata: le sue menzogne e colpe sono per lui (1)

il frammento di un altro mondo, di un pianeta sconosciuto e maledetto, una visione dell’Inferno. Inferno era l’intera Balbec, tutti i paesi vicini da cui, stando alla lettera di Aimé (ossia del domestico), Albertine faceva spesso venire le ragazze più giovani che portava alle docce.

E che sarà mai ? Non stiamo parlando di crimini di guerra: se la cara Albertine aveva "un penchant” per le “jeunes filles en fleur” vogliamo per questo condannarla alla dannazione eterna ?
Ai nostri giorni ci farebbero una serie televisiva, illustrando nei minimi particolari “les escapades” delle protagoniste. O magari un ‘anime’ (cartoon giapponese), poi tradotto in ‘live action’ da una famosa piattaforma online. Seguono un paio di esempi.

Nota
1. Versione di Giovanni Raboni dall'edizione Mondadori del romanzo di Proust.









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