16.3.21

K552

 # Antologia personale

Da “Eneide” di Virgilio
Canto II. Versione di Rosa Calzecchi Onesti

"... Ma non quell'Achille, da cui tu menti d'essere nato,
fu tanto crudele contro Priamo nemico, ché il sacro diritto
rispettò del suo supplice, e il corpo d'Ettore esangue
rese per il sepolcro, e me rimandò nel mio regno".
Così dicendo il vegliardo, imbelle, senza vigore
l'asta lanciò, che respinta dal roco bronzo fu subito,
e vana pendette dal colmo dello scudo rotondo.
E a lui Pirro: "Questo dunque riporta, e vanne tu nunzio
al padre Pelide. L'empie mie opere a lui
non scordar di narrare, e che dirazza Neottòlemo.
Muori, intanto". E parlando proprio sull'ara lo trasse,
che ansava, che scivolava nel molto sangue del figlio;
e nei capelli cacciò la sinistra, la destra alzò il ferro
scintillante, poi giù fino all'elsa lo immerse nel fianco.

La stessa scena di atroce vendetta è riprodotta da Shakespeare nell'Amleto, Atto II Scena II:

The rugged Pyrrhus, he whose sable arms,           
Black as his purpose, did the night resemble                   
When he lay couched in the ominous horse,                       
Hath now this dread and black complexion smear'd              
With heraldry more dismal. Head to foot                                
Now is be total gules, horridly trick'd                                     
With blood of fathers, mothers, daughters, sons,                
Bak'd and impasted with the parching streets,                    
That lend a tyrannous and a damned light                           
To their lord's murther. Roasted in wrath and fire,                
And thus o'ersized with coagulate gore,                              
With eyes like carbuncles, the hellish Pyrrhus                   
Old grandsire Priam seeks.                  

Il rozzo Pirro, le cui armi oscure,
nere come il suo proposito, parevano la notte
quando steso giaceva nel funesto cavallo,
ha ora imbrattato il terribile, tetro aspetto
con un blasone più atroce. Da capo a piedi
adesso è rosso, orribilmente tinto
col sangue di padri e madri, figlie e figli,
cotto e impastato dalle strade roventi,
che prestano una tirannica luce maledetta
al massacro del loro signore. Arrostito nell'ira
e nel fuoco, ingrandito dal sangue coagulato,
con occhi di carbonchio, l'infernale Pirro
cerca il vecchio avo Priamo.

Tuttavia questo è teatro nel teatro, solo una parte che verrà recitata dagli attori arrivati al castello di Elsinore.
Come Pirro (detto anche Neottòlemo) vuole vendicare la morte del padre, il Pelide Achille, sotto le mura di Troia, anche Amleto avrebbe altrettante ragioni di vendicarsi dello zio per aver ucciso suo padre, eppure esita, fino a soccombere lui stesso con l'intera corte di Danimarca.
La nostra età, l'età moderna e ancor più quella postmoderna, è l'età del dubbio, come le opere immortali del Bardo di Stradford-on-Avon ci dicono fin dal suo inizio.

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