# La promessa della resurrezione dei morti è tipica della dottrina cristiana. A parte gli egizi, che comunque la limitavano a chi poteva permettersi di far imbalsamare il proprio cadavere, nessuna religione dell'antichità ha mai osato spingersi a tanto, nelle sue millanterie; è come se il cristianesimo, ultimo arrivato, avesse bisogno di spararle più grosse degli altri, in una specie di marketing dell'impossibile, per prevalere sui culti precedenti.
Gli antichi Greci e i Romani, pur disponendo di una vastissima produzione mitologica, non conoscevano questo mito; i loro poeti e scrittori più grandi rimpiangono sempre la brevità della vita, perché dalla morte non vi è ritorno. Come dice Achille quando Ulisse lo interroga, dopo la discesa nell'Ade (1):
Non lodarmi la morte, splendido Odisseo.
Vorrei esser bifolco, servire un padrone,
un diseredato, che non avesse ricchezza,
piuttosto che dominare su tutte l'ombre consunte.
Nell'induismo anche gli dei muoiono, quando si esaurisce il buon karma che li ha resi tali; l'immortalità è cercata solo dagli Asura, gli antidei. Uno di questi, Hari, figlio di Tārakākṣa, ottenne dal dio Brahmā una piscina che resuscitava i morti, avendolo soddisfatto con asperrime pratiche ascetiche; a seguito di ciò, sta scritto nelle antiche fonti, essi (gli Asura) vennero sopraffatti dall'avidità e dall'accecamento e persero il senno. (2)
Gli ebrei erano divisi in sette, e una di queste, i farisei, ammetteva la resurrezione, mentre i sadducei la negavano fermamente. Questo era causa di continue dispute; di ciò approfittò l'apostolo Paolo per togliersi dai guai quando fu portato davanti al Sinedrio: affermò infatti d'essere fariseo, e di venire perseguitato dai sadducei perché credeva alla resurrezione. Subito si scatenò un parapiglia tale che il tribuno presente diede ordine, essendo Paolo cittadino romano, di portarlo in salvo (3).
Tornando alla dottrina cristiana, è davvero sconcertante che l'apostolo Paolo non solo prometta la resurrezione dei morti, ma anche che l'avrebbe vista chi era in vita ai suoi tempi !
I morti in Cristo risusciteranno per primi, poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insieme con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria. (4)
Ebbene, dopo duemila anni siamo ancora qui, non c'è stata nessuna fine del mondo e gli unici risorti in circolazione sono gli zombie che popolano film e telefilm in onda al giorno d'oggi. Ognuno può credere a quello che vuole, secondo me, ma io preferisco "Z Nation" a qualunque promessa rilasciata per abbindolare i gonzi.
Gli antichi Greci e i Romani, pur disponendo di una vastissima produzione mitologica, non conoscevano questo mito; i loro poeti e scrittori più grandi rimpiangono sempre la brevità della vita, perché dalla morte non vi è ritorno. Come dice Achille quando Ulisse lo interroga, dopo la discesa nell'Ade (1):
Non lodarmi la morte, splendido Odisseo.
Vorrei esser bifolco, servire un padrone,
un diseredato, che non avesse ricchezza,
piuttosto che dominare su tutte l'ombre consunte.
Nell'induismo anche gli dei muoiono, quando si esaurisce il buon karma che li ha resi tali; l'immortalità è cercata solo dagli Asura, gli antidei. Uno di questi, Hari, figlio di Tārakākṣa, ottenne dal dio Brahmā una piscina che resuscitava i morti, avendolo soddisfatto con asperrime pratiche ascetiche; a seguito di ciò, sta scritto nelle antiche fonti, essi (gli Asura) vennero sopraffatti dall'avidità e dall'accecamento e persero il senno. (2)
Gli ebrei erano divisi in sette, e una di queste, i farisei, ammetteva la resurrezione, mentre i sadducei la negavano fermamente. Questo era causa di continue dispute; di ciò approfittò l'apostolo Paolo per togliersi dai guai quando fu portato davanti al Sinedrio: affermò infatti d'essere fariseo, e di venire perseguitato dai sadducei perché credeva alla resurrezione. Subito si scatenò un parapiglia tale che il tribuno presente diede ordine, essendo Paolo cittadino romano, di portarlo in salvo (3).
Tornando alla dottrina cristiana, è davvero sconcertante che l'apostolo Paolo non solo prometta la resurrezione dei morti, ma anche che l'avrebbe vista chi era in vita ai suoi tempi !
I morti in Cristo risusciteranno per primi, poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insieme con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria. (4)
Ebbene, dopo duemila anni siamo ancora qui, non c'è stata nessuna fine del mondo e gli unici risorti in circolazione sono gli zombie che popolano film e telefilm in onda al giorno d'oggi. Ognuno può credere a quello che vuole, secondo me, ma io preferisco "Z Nation" a qualunque promessa rilasciata per abbindolare i gonzi.
Note
1. Omero, Odissea, Libro undicesimo.
traduzione di Rosa Calzecchi Onesti
2. Mahābhārata, Libro ottavo.
3. Atti degli Apostoli, 23.
4. Prima Epistola ai Tessalonicesi, 4, 16-17.

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