3.3.16

K34

# Se la teoria della relatività speciale e generale descrive l'universo dall'atomo alle galassie, per indagare il mondo subatomico essa è inefficace, e ci costringe a rivolgerci all'altra grande teoria fisica elaborata nel XX secolo: la meccanica quantistica. Oltre la soglia di Planck, però, le particelle subatomiche hanno comportamenti talmente sconcertanti, che lo stesso Einstein non riuscì mai ad accettarli.
Questo fu il suo errore più grande, e anche se in occasione del centenario della relatività generale si sono fatti tentativi di sminuirlo, a me sembra che non fossero necessari: dopotutto il vecchio Albert era umano, e fin troppo umano, come prova la sua turbolenta vita privata. Non c'è da stupirsi, allora, della volontà di non rinunciare alle confortevoli certezze della fisica classica: è lo stessa trappola psicologica in cui molti cadono, e che li spinge a rivolgersi a chi propone verità bell'e confezionate, a cui si chiede solo di credere "perinde ac cadaver" (1).
Con tutto il dovuto rispetto, io sono più incline a un altro genere di insegnamento:

I grandi spiriti sono degli scettici (2)

o il motto preferito di Karl Marx:

De omnibus dubitandum

o l'alternativa secca proposta da Arthur Schopenhauer (3):

Si tratta o di credere o di filosofare !


Note
1. Esattamente come un cadavere, che si fa portare dovunque e trattare come più piace. (sic !)
Si veda: Ignazio di Loyola, Costituzioni della Compagnia di Gesù, paragrafo 547.
2. Friedrich Nietzsche, L'Anticristo. Maledizione del Cristianesimo, paragrafo 54.
3. Parerga e Paralipomena, Tomo Secondo, Capitolo XV: Della religione.

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