23.2.16

K32

# L'illusione  che l'entropia un giorno sarà capovolta è al centro della religione cristiana, con la sua promessa della resurrezione dei morti; questo è stabilito in maniera inequivocabile dall'apostolo Paolo (1):

Se non vi è resurrezione dei morti, neppure Cristo è resuscitato, e se Cristo non è resuscitato, vana dunque è la nostra predicazione, e vana pure è la nostra fede.

Nondimeno il concetto stesso di un ritorno dall'aldilà da origine a contraddizioni e paradossi di cui ci si può fare un'idea consultando la voce "Résurrection" nel "Dizionario Filosofico" di Voltaire. Ad esempio, anche gli antichi egizi credevano nella resurrezione dei morti, e per questo imbalsamavamo i defunti; peccato però che la prima fase dell'imbalsamazione consistesse nel rimuovere il cervello ! Come potevano ritornare in vita, senza cervello ? Mistero, sono cose a cui si deve credere anche se sono assurde, e forse proprio per questo, giacché se fossero ragionevoli non ci sarebbe bisogno di 'crederci': è l'essenza di ogni sentimento religioso.
A parte gli aneddoti che contiene, l'aspetto più interessante dell'articolo citato è constatare come il filosofo francese, pur facendosene beffe, non neghi mai apertamente la resurrezione dei morti: su di lui incombeva sempre il pericolo di finire al rogo per le sue idee (2), e forse temeva di non poter resuscitare, una volta ridotto a un mucchietto di cenere.

Nota
1. Prima epistola di Paolo Apostolo ai Corinzi, 15, 13.
2. Al punto che viveva al confine fra Francia e Svizzera, così quando lo condannavano in Francia si rifugiava in Svizzera, e viceversa.

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