# Sebbene l'entropia non si possa combattere, è tipico dell'umanità,
l'humanité bavarde, ivre de son génie,
et folle maintenant comme elle était jadis (1)
lottare contro il secondo principio della termodinamica, tentando di opporsi al cambiamento e sostenere così le proprie effimere costruzioni sociali, politiche, economiche o culturali, solo per venire sempre sconfitta
criant à Dieu, dans sa furibonde agonie:
"Ô mon semblable, ô mon maître, je te maudis !" (2)
A questo non vi è consolazione possibile, e chi la cerca in sistemi filosofici o religiosi non può che dimostrarsi uno sprovveduto, o un fanatico criminale se cerca di imporre agli altri le sue ridicole scappatoie. Ammetto che il pensiero è piuttosto deprimente, e del resto se ne rendeva conto anche il filosofo che lo ha espresso nei termini più precisi:
Ecco che mi toccherà di sentir dire ancora una volta che la mia filosofia sarebbe sconsolata - solo perché io parlo secondo verità, mentre la gente vuole sentir dire che il signore Iddio ha fatto tutto per bene. Andate in chiesa allora, e lasciate in pace i filosofi. Almeno non pretendete che essi erigano le loro teorie conformemente alle vostre direttive: questo lo fanno le canaglie, i filosofastri, ai quali potete commissionare teorie a vostro piacimento. (3)
Ma una volta accettato il proprio destino, e perfino il suo eterno ritorno, si può riderne: una risata olimpica, dionisiaca, degna di Zarathustra:
Quante cose sono ancora possibili ! E allora imparate a ridere, senza curarvi di voi e al di sopra di voi stessi !
Elevate i vostri cuori, buoni ballerini, in alto ! più in alto ! E non dimenticatemi la buona risata !
Questa corona di colui che ride, questa corona intrecciata di rose: a voi, fratelli, getto questa corona ! Io ho santificato il riso; uomini superiori, imparatemi - a ridere ! (4)
Note
1. l'umanità chiacchierona, ebbra del suo genio
e folle adesso com'era un tempo
Charles Baudelaire, Les Fleurs du Mal, Le Voyage, 101-102.
2. gridando a Dio, nella sua furibonda agonia:
"O mio simile, mio maestro, io ti maledico !"
Ibidem, 103-104.
3. Arthur Schopenhauer, Parerga e Paralipomena, Tomo Secondo
Capitolo XII: Aggiunte alla dottrina del dolore del mondo.
4. Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra, Parte quarta e ultima, Dell'uomo superiore, 20.
l'humanité bavarde, ivre de son génie,
et folle maintenant comme elle était jadis (1)
lottare contro il secondo principio della termodinamica, tentando di opporsi al cambiamento e sostenere così le proprie effimere costruzioni sociali, politiche, economiche o culturali, solo per venire sempre sconfitta
criant à Dieu, dans sa furibonde agonie:
"Ô mon semblable, ô mon maître, je te maudis !" (2)
A questo non vi è consolazione possibile, e chi la cerca in sistemi filosofici o religiosi non può che dimostrarsi uno sprovveduto, o un fanatico criminale se cerca di imporre agli altri le sue ridicole scappatoie. Ammetto che il pensiero è piuttosto deprimente, e del resto se ne rendeva conto anche il filosofo che lo ha espresso nei termini più precisi:
Ecco che mi toccherà di sentir dire ancora una volta che la mia filosofia sarebbe sconsolata - solo perché io parlo secondo verità, mentre la gente vuole sentir dire che il signore Iddio ha fatto tutto per bene. Andate in chiesa allora, e lasciate in pace i filosofi. Almeno non pretendete che essi erigano le loro teorie conformemente alle vostre direttive: questo lo fanno le canaglie, i filosofastri, ai quali potete commissionare teorie a vostro piacimento. (3)
Ma una volta accettato il proprio destino, e perfino il suo eterno ritorno, si può riderne: una risata olimpica, dionisiaca, degna di Zarathustra:
Quante cose sono ancora possibili ! E allora imparate a ridere, senza curarvi di voi e al di sopra di voi stessi !
Elevate i vostri cuori, buoni ballerini, in alto ! più in alto ! E non dimenticatemi la buona risata !
Questa corona di colui che ride, questa corona intrecciata di rose: a voi, fratelli, getto questa corona ! Io ho santificato il riso; uomini superiori, imparatemi - a ridere ! (4)
Note
1. l'umanità chiacchierona, ebbra del suo genio
e folle adesso com'era un tempo
Charles Baudelaire, Les Fleurs du Mal, Le Voyage, 101-102.
2. gridando a Dio, nella sua furibonda agonia:
"O mio simile, mio maestro, io ti maledico !"
Ibidem, 103-104.
3. Arthur Schopenhauer, Parerga e Paralipomena, Tomo Secondo
Capitolo XII: Aggiunte alla dottrina del dolore del mondo.
4. Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra, Parte quarta e ultima, Dell'uomo superiore, 20.
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