4.12.15

K9

# La serie dedicata a Supergirl ha avuto un debutto col botto, negli Stati Uniti, risultando il serial col maggior indice di ascolto fra quelli iniziati in questa stagione. Di norma coll'andare del tempo i numeri si aggiustano al ribasso, ma di certo gli autori e la rete che lo trasmette, CBS, non potevano augurarsi una partenza migliore.


Questo le ha già garantito una stagione completa (20 episodi), ed a meno di improbabili crolli nel rating, il rinnovo per l'anno prossimo. Un piccolo ostacolo è costituito dal fatto che la serie non è prodotta direttamente da CBS, ma acquistata dalla Warner Bros. Television: com'è comprensibile, i programmi prodotti in casa hanno maggiori probabilità di rinnovo in quanto il canale più stagioni produce, e più ammortizza i costi fissi (set, effetti speciali e quant'altro). Questo però non ha impedito alla stessa CBS di acquistare finora nove stagioni di "The Big Bang Theory", e di aver già commissionato la decima, dato il successo strepitoso del serial dedicato ai geek e a Penny.
Un altro elemento da soppesare, nel decidere se proseguire o terminare una serie, sono i compensi dei protagonisti, e quindi nel caso di Supergirl in primo luogo Melissa Benoist, che qui vediamo in un momento di pausa delle riprese.


Per una serie di successo, al giorno d'oggi girano compensi che non hanno nulla da invidiare ai divi di Hollywood, e che aumentano col rinnovo dei contratti. Ad esempio gli attori che impersonano i tre personaggi principali di "The Big Bang Theory" guadagnano circa un milione di dollari ad episodio, ed in una stagione ce ne sono 24, oltre naturalmente ai proventi derivanti dallo sfruttamento della loro immagine nel merchandising legato alla serie.
Questi costi aggiuntivi possono essere compensati, se di un serial si producono almeno quattro stagioni (ottanta episodi), dalla cosiddetta "syndication", cioè la vendita dei diritti di trasmissione a stazioni televisive al di fuori del network originario. E' un meccanismo tipico degli Stati Uniti, dove non esiste un ente radiotelevisivo centrale come la RAI o la BBC.

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