# Dicono che l'informazione è potere, ma il potere di chi, esattamente ? A volte mi sembra che tutta l'informazione in giro ai nostri giorni (compresi i cosiddetti social network, in cui ognuno non vede l'ora di far contemplare agli altri il proprio ombelico, sia in senso metaforico che letterale) sia una specie di arma di distrazione di massa. Volendo essere paranoici si potrebbe ipotizzare una 'conspiracy theory' che preveda un complotto per tenere distratta la plebe moderna da quello che è davvero importante, a cui avrebbero accesso solo i 'powers-that-be'.
Quella del complotto è un'ipotesi azzardata, che va bene forse per un film di Oliver Stone, ma ciò non toglie che sia fondamentale, nella marea di notizie e fatti diversi che ci travolge ogni giorno, tirar fuori quanto conta davvero, tralasciando tutto il resto; questo almeno se ci si vuol fare un'idea personale dello stato del mondo, e non affidarsi a qualche improbabile 'opinion leader'. Come diceva Sherlock Holmes (1):
Nell'arte della deduzione, la cosa più importante è il saper vagliare, da un cumulo di fatti, quelli che sono accidentali e quelli che invece sono essenziali. Altrimenti energia e attenzione vanno sprecate, anziché concentrarsi.
Nessuno può sperare di raggiungere l'abilità deduttiva del detective inglese, che è pur sempre una creazione letteraria, ma è certo che l'incapacità di concentrazione è quanto distingue gli stupidi: ci si può far distrarre dai propri pensieri, ma essere distratti dalle minuzie del mondo esterno ci precipita nell'idiozia. Non per nulla l'attenzione, o consapevolezza (appamāda, in lingua pāli; apramāda in sanscrito) è una qualità indispensabile per il cammino spirituale buddhista; ad essa viene dedicato un capitolo apposito del Dhammapada, uno dei testi più importanti del Khuddaka Nikāya, a sua volta compreso nel Suttapiṭaka, una delle tre parti del Tipiṭaka, ossia il canone pāli racchiudente l'insegnamento del Buddha nella scuola Hīnayāna (Piccolo Veicolo). Dice infatti lo Svegliato (2):
25. Con l'energia, la consapevolezza sollecita, la disciplina e la moderazione, il savio potrà creare un'isola che la corrente non sommerge.
26. Coloro che non si impegnano nella consapevolezza sono persone infantili, sciocche. Il saggio, dal canto suo, protegge la consapevolezza come il tesoro più importante.
Note
1. Arthur Conan Doyle, Le Memorie di Sherlock Holmes, L'enigma di Reigate.
2. Dhammapada, a cura di Francesco Sferra, in "La Rivelazione del Buddha, I Testi Antichi", a cura di Raniero Gnoli.
Quella del complotto è un'ipotesi azzardata, che va bene forse per un film di Oliver Stone, ma ciò non toglie che sia fondamentale, nella marea di notizie e fatti diversi che ci travolge ogni giorno, tirar fuori quanto conta davvero, tralasciando tutto il resto; questo almeno se ci si vuol fare un'idea personale dello stato del mondo, e non affidarsi a qualche improbabile 'opinion leader'. Come diceva Sherlock Holmes (1):
Nell'arte della deduzione, la cosa più importante è il saper vagliare, da un cumulo di fatti, quelli che sono accidentali e quelli che invece sono essenziali. Altrimenti energia e attenzione vanno sprecate, anziché concentrarsi.
Nessuno può sperare di raggiungere l'abilità deduttiva del detective inglese, che è pur sempre una creazione letteraria, ma è certo che l'incapacità di concentrazione è quanto distingue gli stupidi: ci si può far distrarre dai propri pensieri, ma essere distratti dalle minuzie del mondo esterno ci precipita nell'idiozia. Non per nulla l'attenzione, o consapevolezza (appamāda, in lingua pāli; apramāda in sanscrito) è una qualità indispensabile per il cammino spirituale buddhista; ad essa viene dedicato un capitolo apposito del Dhammapada, uno dei testi più importanti del Khuddaka Nikāya, a sua volta compreso nel Suttapiṭaka, una delle tre parti del Tipiṭaka, ossia il canone pāli racchiudente l'insegnamento del Buddha nella scuola Hīnayāna (Piccolo Veicolo). Dice infatti lo Svegliato (2):
25. Con l'energia, la consapevolezza sollecita, la disciplina e la moderazione, il savio potrà creare un'isola che la corrente non sommerge.
26. Coloro che non si impegnano nella consapevolezza sono persone infantili, sciocche. Il saggio, dal canto suo, protegge la consapevolezza come il tesoro più importante.
Note
1. Arthur Conan Doyle, Le Memorie di Sherlock Holmes, L'enigma di Reigate.
2. Dhammapada, a cura di Francesco Sferra, in "La Rivelazione del Buddha, I Testi Antichi", a cura di Raniero Gnoli.
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