# La concezione imperante nell'Otto-Novecento dei sistemi economici avanzati come di enormi macchine programmabili a piacimento portava con sé un'altra idea, o meglio mito, quello della fantomatica 'stanza dei bottoni'. Chi era certo di sedere in questo luogo fatato badava soprattutto a non farsene estromettere, mentre chi ne era escluso faceva di tutto per avervi accesso; purtroppo, come ha detto una volta mi pare Pietro Nenni: "Siamo entrati nella stanza dei bottoni, e ci siamo accorti che bottoni non ce n'erano."
La battuta ha un profondo significato epistemologico, e implica un fondamentale cambiamento di paradigma nel considerare l'economia, e i suoi rapporti con la politica: un sistema economico come il capitalismo avanzato in vigore nei paesi occidentali, e ormai in quasi tutto il mondo, è più simile ad un organismo vivente, che ad una macchina. Come non si possono premere bottoni per rimettere in salute un organismo malato, lo stesso vale per le scelte di politica economica, rese inefficaci, se non dannose, dalla natura essenzialmente caotica del contesto a cui si rivolgono.
Un altro paragone possibile, che forse rende meglio l'idea, è questo: il capitalismo attuale è più simile al cervello che si presume conserviamo nella scatola cranica, che ad un calcolatore elettronico. Tentare di programmarlo senza tener conto del numero sterminato di neuroni, e dell'inimmaginabile complessità delle relazioni fra di loro, conduce inevitabilmente alla morte del paziente, come ha insegnato la fine ingloriosa del cosiddetto 'comunismo reale'.
La battuta ha un profondo significato epistemologico, e implica un fondamentale cambiamento di paradigma nel considerare l'economia, e i suoi rapporti con la politica: un sistema economico come il capitalismo avanzato in vigore nei paesi occidentali, e ormai in quasi tutto il mondo, è più simile ad un organismo vivente, che ad una macchina. Come non si possono premere bottoni per rimettere in salute un organismo malato, lo stesso vale per le scelte di politica economica, rese inefficaci, se non dannose, dalla natura essenzialmente caotica del contesto a cui si rivolgono.
Un altro paragone possibile, che forse rende meglio l'idea, è questo: il capitalismo attuale è più simile al cervello che si presume conserviamo nella scatola cranica, che ad un calcolatore elettronico. Tentare di programmarlo senza tener conto del numero sterminato di neuroni, e dell'inimmaginabile complessità delle relazioni fra di loro, conduce inevitabilmente alla morte del paziente, come ha insegnato la fine ingloriosa del cosiddetto 'comunismo reale'.
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