1.10.13

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# Può darsi che mi  sbagli, ma a me il cosiddetto Principio Antropico è sempre sembrato un buon esempio di quelle affermazioni che gli americani chiamano "bullshit". Avendo studiato, ai miei tempi, un po' di logica matematica, per bene che vada posso definirlo una tautologia.
In parole povere, e sperando di non dire io stesso cavolate (termine che traduce in maniera eufemistica il vocabolo citato in precedenza), questo principio afferma che l'universo, le sue leggi fisiche e le costanti che queste prevedono sono tali perché altrimenti noi non esisteremmo. Ad esempio, se il valore della costante cosmologica (1) fosse più elevato l'universo si espanderebbe troppo in fretta, le galassie non avrebbero potuto formarsi, e quindi nemmeno un ambiente adatto allo sviluppo della vita.
Ora a me questa sembra più un'affermazione di fede che una teoria scientifica, nel senso che non posso renderla falsa in nessun caso, quindi non è un argomento scientifico: voglio dire, io esisto in questo universo, quindi come potrei negare che in esso le leggi della fisica sono favorevoli all'esistenza della vita ? Dev'esserci qualcosa che mi sfugge, se al giorno d'oggi invece la maggior parte dei fisici teorici sottoscrive l'enorme presa in giro che è a mio parere il "principio antropico", il quale fra l'altro non spiega niente: se sei un fisico teorico devi formulare teorie poi verificabili da esperimenti, altrimenti hai sbagliato vocazione, e l'uso di questo vocabolo non è affatto casuale.

Nota
1. Come la chiamò Einstein, che però ad un certo punto la definì 'il suo più grande errore'. Purtroppo il vecchio Albert non ne azzeccava più una: per spiegare l'espansione dell'universo, dimostrata in maniera incontrovertibile dagli astronomi, è indispensabile introdurre appunto una 'costante cosmologica'.

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