# Se qualcuno un giorno decidesse di scrivere una storia della stupidità umana, dovrebbe inserire un capitolo dedicato a colui che nell'immaginario collettivo è assurto a prototipo, epitome, avatar e santo protettore del genio: Albert Einstein.
Dopo aver formulato nel 1915 la teoria della relatività generale, per i 40 anni che ancora visse Einstein perseguì idee del tutto sbagliate, ignorando la realtà che gli esperimenti scientifici gli mettevano sotto gli occhi e perfino abbassandosi a comportamenti infantili, come il rifiuto di ricevere i teorici della meccanica quantistica che si recavano a trovarlo all'Istituto di Studi Avanzati di Princeton. Eppure fu proprio lui uno degli iniziatori di questo campo di studio rivoluzionario, al punto che il Nobel per la fisica, nel 1921, gli fu attribuito per la spiegazione dell'effetto fotoelettrico, che contribuì alla fondazione della teoria dei quanti.
Poiché questa è la natura umana, possiamo reputarci fortunati che non ci scanniamo anche noi per le strade come fanno nei paesi dove la stupidità impera sovrana.
Dopo aver formulato nel 1915 la teoria della relatività generale, per i 40 anni che ancora visse Einstein perseguì idee del tutto sbagliate, ignorando la realtà che gli esperimenti scientifici gli mettevano sotto gli occhi e perfino abbassandosi a comportamenti infantili, come il rifiuto di ricevere i teorici della meccanica quantistica che si recavano a trovarlo all'Istituto di Studi Avanzati di Princeton. Eppure fu proprio lui uno degli iniziatori di questo campo di studio rivoluzionario, al punto che il Nobel per la fisica, nel 1921, gli fu attribuito per la spiegazione dell'effetto fotoelettrico, che contribuì alla fondazione della teoria dei quanti.
Poiché questa è la natura umana, possiamo reputarci fortunati che non ci scanniamo anche noi per le strade come fanno nei paesi dove la stupidità impera sovrana.
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