16.11.21

K623

# Essendo ormai attratto sessualmente dagli uomini, nella penultima parte del romanzo di Marcel Proust “Alla ricerca del tempo perduto” Robert de Saint-Loup ha cessato ogni rapporto di amicizia col Narratore; nondimeno lui continua a frequentarne la famiglia perché instaura rapporti amichevoli con colei che fu il suo primo amore, Gilberte, adesso moglie di Saint-Loup.
Va a trovarla a Tansonville, nei pressi di Combray, ossia del luogo dove trascorse la sua infanzia, e durante una delle loro lunghe passeggiate viene a sapere che da ragazzina lei era molto interessata al vicino, al punto d'avergli fatto, come detto nella prima parte, una proposta piuttosto esplicita (1):

Riversando di colpo su di lei la tenerezza di cui mi colmava l’aria deliziosa, la brezza che respiravamo, le dissi: “L’altro giorno parlavate del sentiero in salita. Come vi amavo, allora !”.
Rispose: “Perché non me lo dicevate ? non me n’ero accorta. Io vi amavo. E una volta vi ho anche fatto un’offerta in piena regola.”
– Ma quando?
– La prima volta a Tansonville, voi passeggiavate con la vostra famiglia, io tornavo a casa, non avevo mai visto un ragazzino così bello. Avevo l’abitudine, aggiunse in tono vago e pudico, d’andare a giocare con certi amichetti fra le rovine della torre di Roussainville. E voi mi direte che ero alquanto maleducata, perché là dentro c’erano ragazze e ragazzi d’ogni risma che approfittavano dell’oscurità.

Se poi a Parigi Gilberte si dimostrò disinteressata alle sue profferte amorose, era forse a causa della sua (di lui) incomprensione della sua (di lei) proposta d'andare a limonare fra le rovine della torre di Roussainville. Davvero un'occasione perduta, e chissà come sarebbero evolute le loro vicende, se il Narratore l'avesse colta.

Nota
1. Versione di Giovanni Raboni dall'edizione Mondadori del romanzo di Proust.

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