# Nella sesta parte del romanzo di Marcel Proust “Alla ricerca del tempo perduto”, il Narratore sta tornando con la madre da un breve soggiorno a Venezia quando entrambi vengono raggiunti da lettere che li informano di un fatto che mette in subbuglio l'alta società parigina: Robert de Saint-Loup sposerà Mademoiselle de Forcheville !
A questo punto è lecito chiedersi: cosa c'è di così sconvolgente, per l'ordinamento sociale, in questo matrimonio, e perché Proust introduce alla fine della sesta parte un personaggio importante, ma di cui non si è mai sentito parlare nelle duemila, e forse di più, pagine precedenti ? In realtà questa misteriosa Mademoiselle è presente fin dalla prima parte del romanzo, essendo nata come Gilberte Swann, figlia di Charles Swann e Odette de Crecy. Come progenie di una ex prostituta risultava impresentabile per Madame de Guermantes, zia di Saint-Loup, che in effetti vietò sempre a Swann di presentargliela; adesso invece la schizzinosa duchessa, feroce verso gli ‘inferiori’, a quanto pare non ha alcuna difficoltà a ricevere Gilberte nel suo esclusivo salotto, come il Narratore si accorge facendole visita.
Per dipanare il mistero bisogna sapere che dopo la morte del primo marito, Odette, ormai una ricca vedova, si è risposata con Monsieur de Forcheville, un conte decaduto, il cui titolo però è bastato ad aprirle le porte dei salotti parigini un tempo a lei sbarrate. In seguito Gilberte ha ereditato una fortuna da uno zio del padre, ed è così finita nel radar matrimoniale di gran dame in cerca di una robusta dote per i figli, come ad esempio Madame de Marsantes, madre di Saint-Loup e sorella del duca di Guermantes, il che spiega l'improvviso favore dimostrato alla ragazza da sua cognata.
E Robert ? Obbligato dalla famiglia ad abbandonare l'amore della sua vita, Rachel, una ‘cocotte’ reietta in società, come un tempo Odette, il marchese di Saint-Loup in qualche modo compensa il suo sottomettersi agli obblighi sociali ribellandosi su di un piano personale, e seguendo le orme dello zio, il barone di Charlus, diventa gay ! Con la moglie ha i rapporti indispensabili ad ottenere degli eredi, ma per il resto si dedica soprattutto al suo amante, e chi può mai essere se non Morel, il quale come una sorta di pupazzo salta fuori dalla scatola tutte le volte che Proust vuole introdurre qualche scorribanda sessuale: in “Sodoma e Gomorra” era il mantenuto del barone di Charlus, in questa parte viene citata la sua ‘relazione’ con Albertine, e adesso ritorna come amante di Saint-Loup. Un “rake's progress” davvero notevole.
art by William Hogarth

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