2.11.21

K619

# Mi è venuta in mente l'idea giusta per una sit-com che intitolerò “The Stupid Money Theory”, sperando così di eguagliare il successo più che decennale di “The BIg Bang Theory”.
Scommetto che tutti conoscono anche i minimi dettagli della teoria cosmologica appena citata, ma cos'è esattamente “la teoria dei soldi stupidi” ? E' la spiegazione del perché molte aziende familiari non sopravvivono alla prima generazione di eredi, o perché chi vince alla lotteria finisce dopo pochi anni povero come prima: chi non ha dovuto sudare il denaro in suo possesso lo gestisce con incuranza, senza in effetti apprezzarlo, ed è facile preda di imbroglioni e truffatori.
La sit-com ha per protagonisti quattro funzionari di una società di revisione dei conti che si trovano a dover certificare il bilancio della più grande beneficiaria di ‘stupid money’ del mondo: un'organizzazione non governativa apparentemente senza scopo di lucro a cui affluiscono somme considerevoli da parte di donatori sparsi ovunque. Gli episodi da venti minuti l'uno sono incentrati sulle ridicole scoperte degli auditor in questione, mentre si aggirano fra i raffazzonati capitoli di bilancio come nei corridoi della secolare, anzi, millenaria istituzione, barcamenandosi sul filo di rasoio che separa il dolo dall'incapacità, la colpa dall'impreparazione.
Naturalmente non manca un personaggio femminile di primaria importanza, ma invece di essere una svampita com'era Penny, nella mia sit-com ha il ruolo di direttore della società di auditing. Costei fracassa continuamente le palle ai quattro malcapitati, incitandoli ad eseguire in maniera impeccabile un compito praticamente impossibile: districarsi tra gli intrighi, le rivalità e le meschinerie dell'organizzazione affidata alla loro ispezione. Forse farò qualche esempio degli episodi più esilaranti.

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