13.7.21

K587

# Mi chiedo perché si dia molta più importanza alle preferenze sessuali di una persona che non, per dire, alle sue preferenze gastronomiche; chissà se qualche antropologo, psicologo o filosofo ha mai trovato una risposta soddisfacente.
Il quesito secondo me ha un senso in quanto né i gusti sessuali né quelli gastronomici dicono nulla sul carattere di un individuo, maschio, femmina o qualunque grado intermedio possa essere, sulla sua umanità e compassione verso il prossimo, o al contrario sulla sua disumanità.
Ad esempio, pur essendo vero che gli omosessuali sono spesso vittime di pregiudizi, nel corso della storia alcuni di loro sono stati con grande entusiasmo dei carnefici. Un caso clamoroso è quello di Ernst Röhm, capo di stato maggiore delle SA (Sturmabteilung, reparto d'assalto), il braccio armato del partito nazista, responsabile di innumerevoli omicidi di oppositori come del rogo di sinagoghe e libri. Costui era notoriamente omosessuale, e per di più questa fama non si limitava alla Germania, essendo diffusa in ambito internazionale: la diffidenza con cui i fascisti italiani, a cominciare da Mussolini, considerarono per tutti gli anni venti e l'inizio dei trenta il partito della svastica era dovuta fra l'altro alla difficoltà di conciliare il loro culto della virilità con la presenza di omosessuali fra i gerarchi nazisti.
Hitler tuttavia considerò sempre calunnie le accuse rivolte a chi era al suo fianco fin dal 1921, rifiutando in maniera sdegnosa di prenderne atto, nonostante le difficoltà che esse gli causavano all'interno del suo stesso movimento; se alla fine fu costretto a sbarazzarsi di Ernst Röhm fu solo per cause politiche.
Dopo la nomina a Cancelliere (30 gennaio 1933), il suo scopo principale divenne consolidare il potere, invece il capo delle SA riteneva che quella fosse solo una tappa della ‘rivoluzione’ nazista, e cominciò a scagliarsi contro gli ‘animi filistei’ dei ‘bonzi del partito’. Inoltre le SA contavano ormai più componenti delle forze armate tedesche, che Röhm progettava di sostituire con una sorta di ‘esercito popolare’ ai suoi diretti comandi; questo metteva i nazisti in rotta di collisione con la Reichswehr, al punto che cominciarono a circolare voci su di un possibile colpo di stato militare, preludio ad una inevitabile guerra civile.
La situazione di stallo si trascinò per tutto il 1933 e metà del ‘34. Nondimeno la resa dei conti, preparata dalla torbida miscela di insinuazioni, maldicenze e notizie false che dovevano dimostrare l’imminenza di una rivolta delle SA, era solo rimandata: la sera del 28 giugno Röhm fu raggiunto dall’ordine di convocare a Bad Wiessee tutti gli Obergruppenführer ed i Gruppenführer delle SA per un incontro con il Führer in persona.
Era una trappola: arrivato sul posto, Hitler assunse lui stesso il comando di una squadra di SS della «Leibstandarte Adolf Hitler» e alle sei e trenta del mattino del 30 giugno irruppe nella camera di Röhm alla pensione Hanselbauer con due guardie del corpo a pistola spianata, ordinando il suo arresto. Uno dei collaboratori di Röhm, Edmund Heines, venne trovato a letto con un giovanotto; questo diede modo al ministro della propaganda, Joseph Goebbells, di presentare presso l'opinione pubblica il raduno delle SA come una gigantesca orgia omosessuale.
Novanta fra capi e gregari furono giustiziati in quella che passerà alla storia come “la notte dei lunghi coltelli”, ma per il momento Röhm fu risparmiato: pare che Hitler esitasse a far uccidere il vecchio camerata di tante battaglie. Infine il pomeriggio del primo luglio diede ordine al comandante del campo di concentramento di Dachau, Theodor Eicke, di istigare Röhm al suicidio; dato che l'ex capo di stato maggiore delle SA, rinchiuso nel carcere di Stadelheim, non mostrava di volersi uccidere, fu assassinato.

Nessun commento: