# Parlando della serie “Batwoman” ho scritto in un post precedente che riguardo alla resa televisiva è molto più facile trattare le donne gay che i loro corrispondenti maschili. Ne ho avuto conferma vedendo la serie intitolata “Feel Good”, arrivata alla seconda stagione.
In essa viene narrata la turbolenta relazione fra due ragazze che forse in nome del politicamente corretto dovrei definire ‘bisessuali’, ma rende di più l'idea qualificarle come ‘chi capita capita’.
Nella prima stagione George (a sinistra nell'immagine; per gli anglosassoni i nome propri non funzionano come da noi: Andrea ad esempio è un nome femminile, e George può essere usato, a quanto pare, come nome di donna) e Mae si sono prese, lasciate e tradite a ripetizione. Alla fine l'ottovolante emotivo ha riportato Mae al consumo di stupefacenti, così all'inizio della seconda stagione i suoi genitori la spediscono ad un centro di riabilitazione o ‘rehab’.
Evasa il giorno dopo l'ingresso, Mae va alla ricerca di George, che però nel frattempo si è messa con un ragazzo. Il loro incontro è quanto mai imbarazzante; mentendo, Mae afferma d'avere lei pure un fidanzato, ed a riprova coinvolge un conoscente in un ‘double date’ che si rivela disastroso. Constatato come una loro amicizia sia impossibile, le due si dicono addio per sempre; al momento dei saluti, George ha per lei un'ultima raccomandazione:
che Mae interpreta in questo modo.
Trovando noiosa la sua relazione eterosessuale, per speziarla un po' George propone al partner di guardare assieme un film porno. Lui si dimostra scandalizzato, e per riportarla sulla retta via suggerisce invece la lettura di un saggio sulla sessualità femminista,
con scarsi risultati.
Mollato il mollaccione, George ritorna da Mae, a cui rivolge una perentoria richiesta:
alla quale l'altra è ben lieta di aderire,
con soddisfazione reciproca.








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