# Nell'episodio finale della trilogia fantascientifica “The Visible God”, quando anche il secondo Archimandrita muore, il suo successore trova una situazione ormai compromessa dal punto di vista morale e materiale. Non sapendo come affrontarla dopo qualche anno si dimette, fatto inaudito, tale da scatenare congetture in tutta la galassia: siamo forse alla fine dei tempi, è prossima la venuta del Distruttore ?
Chi gli succede improvvisa un avanspettacolo di “window dressing”, di make-up su di un cadavere che, com'è ovvio, non riesce a resuscitare un corpo ormai decomposto. Presto anche il suo governo, foriero di tante speranze all'inizio, sembra sbandare: le riforme promesse non decollano; i laici che si era tentato di coinvolgere nel progetto riformistico sono fatti a pezzi uno dopo l'altro dal tritacarne della curia; il tentativo di distanziarsi dalla corte, di assumere le sembianze di “Archimandrita del popolo” finisce solo per creare una corte alternativa, più irrazionale e caotica della precedente.
Incombe inoltre il disastro finanziario causato dal crollo delle offerte dei fedeli, disillusi dal fatto che gli oboli versati all'istituzione religiosa vengono poi usati per speculazioni deliranti sul mercato immobiliare, invece che nell'aiuto ai poveri. Se a questo si aggiunge che la sbandierata ‘tolleranza zero’ verso i crimini sessuali del clero usa invece due pesi e due misure quando sfiora prelati vicini all'Archimandrita, si capisce perché ormai si invochino apertamente le sue dimissioni, minacciando altrimenti uno scisma.
A questo punto come continuare ? Dimissioni, scisma... no, troppo prevedibile, è necessario un colpo di scena, ed ecco cosa mi sono inventato: nella galassia dilaga una pestilenza finora sconosciuta (pura fantascienza !). Sebbene sottovalutata in modo irresponsabile sia dall'Archimandita che dal clero in generale, essa crea un tale sconcerto da far sì che superstizioni millenarie tornino in auge, attribuendo alla religione una sorta di autorità o guida morale che i suoi esponenti erano gli ultimi ad aspettarsi.
In queste nuove, inopinate vesti, e al centro di una vasta spianata deserta per paura del contagio, l'Archimandrita si sta rivolgendo ieraticamente ai robot incaricati della ripresa della sua omelia e della trasmissione su tutti i pianeti, quando il cielo si riempe di astronavi aliene. Dall'ammiraglia il loro Commodoro, chiamato Necromancer, sovrasta ogni altra comunicazione ed afferma d'aver diffuso lui l'epidemia, perché i popoli della galassia dimostrino d'essere degni di continuare ad esistere, ad esempio liberandosi di credenze ridicole come quelle che sta propalando il soggetto che non intende nemmeno nominare. In caso contrario al suo ritorno scatenerà una Zombie Apocalypse... le astronavi se ne vanno a velocità warp, musica altamente drammatica, fade-out.
Qui finisce la prima trilogia, ma non dubito che il suo successo clamoroso ne originerà almeno un'altra, probabilmente incentrata sulla suddetta “Zombie Apocalypse”. Non si può escludere qualche spin-off, serie televisiva, cartone animato, romanzo o fumetto.
29.6.21
K583
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