25.5.21

K573

# Colpo di scena nella serie televisiva “Morte nel pomeriggio”.
Si fa viva l'ex amante del capobanda sepolto nella basilica ecc. (inutile che inserisca qui un riassunto delle puntate precedenti), la quale dichiara che i rapporti dello stesso con ambienti curiali risalgono al tempo in cui i malfattori riciclavano i riscatti dei sequestri di persona presso l'istituto finanziario allora guidato da un discusso monsignore, implicato a sua volta in almeno due “suicidi” quanto mai sospetti ed un omicidio. Ma tutto ciò è degno d'essere narrato in una serie spin-off di questa, se avrà successo, secondo una prassi consolidata degli studi di produzione.
Tornando alla serie principale, la fuga di notizie dalla procura riguardo alla sua collaborazione spaventa la testimone, che comincia a fornire informazioni palesemente false e contraddittorie. Intanto è arrivato un nuovo responsabile dell'ufficio giudiziario, che di punto in bianco dispone la traslazione della salma, privando gli investigatori d'ogni carta da giocare nella partita colle autorità religiose, che infatti non si fanno più sentire.
Avoca poi a sé le indagini sul caso e infine ne dispone l'archiviazione, nonostante le veementi proteste del precedente responsabile, che si rifiuta di firmare la richiesta in tal senso. Subito dopo il procuratore assume la carica di presidente del tribunale ecclesiastico.
Qui finisce la serie, magari con le tristi considerazioni del poliziotto circa lo stato pietoso in cui versa la giustizia nel suo immaginario, sia ben chiaro, paese. Comunque, penso che sarebbe indispensabile all'inizio aggiungere la dicitura: “Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è del tutto casuale”; non vorrei finire anch'io in qualche ossario nei sotterranei di una chiesa.

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