23.3.21

K554

# Antologia personale

Da “Medea” di Lucio Anneo Seneca

Atroci, orrendi, mai sentiti sono i delitti che agitano la mia mente,
da far tremare il cielo e la terra. Ferite, eccidi, membra fatte a pezzi...
No, sto rievocando cose dappoco. Le ho fatte da vergine, quelle.
La mia collera deve salire più in alto. Più atroci sono i delitti che mi spettano,
ora che ho partorito. Armati d'ira, prepàrati con tutto il tuo furore alla strage.
Del tuo ripudio si dica non meno che del tuo matrimonio.
Il tuo sposo, come lo lascerai ? Così come lo seguisti...
Basta dunque con gli indugi. La casa che hai avuto col delitto,
col delitto devi abbandonarla.

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