# Nella messa in pratica creativa del comandamento "non uccidere", un esempio insuperato ce lo fornisce l’imperatore bizantino Basilio II Bulgaroctono (958-1025).
Costui, il cui appellativo significa "massacratore dei bulgari" (sic !), dopo la vittoria appunto sui bulgari nel 1014 ne fece accecare quindicimila, lasciando un occhio a uno su cento perché riconducesse in patria gli sventurati compagni. Questa applicazione letterale del precetto "non uccidere" almeno un morto però lo fece: lo zar dei bulgari, Samuele, morì di crepacuore alla vista di tanta efferatezza.
Ciò non toglie che l'imperatore fosse dipinto come rappresentante di Gesù Cristo sulla terra, con tanto di angeli a incoronarlo.
Costui, il cui appellativo significa "massacratore dei bulgari" (sic !), dopo la vittoria appunto sui bulgari nel 1014 ne fece accecare quindicimila, lasciando un occhio a uno su cento perché riconducesse in patria gli sventurati compagni. Questa applicazione letterale del precetto "non uccidere" almeno un morto però lo fece: lo zar dei bulgari, Samuele, morì di crepacuore alla vista di tanta efferatezza.
Ciò non toglie che l'imperatore fosse dipinto come rappresentante di Gesù Cristo sulla terra, con tanto di angeli a incoronarlo.

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