# Tornando sull'argomento dell'adorazione delle immagini devo aggiungere che per secoli, all'interno del Cristianesimo, vi fu un'aspra diatriba fra i sostenitori del loro culto, o iconoduli, e i suoi avversari, o iconoclasti.
Non mancò il solito corredo di stragi insensate e concili tentanti di riportare un po' d'ordine, finché la questione non fu decisa in via definitiva dall'Imperatrice d'Oriente Irene Sarantapechaina (752-803), che a tale scopo convocò due concili, a Costantinopoli e Nicea. Il secondo, nel 787, decise a favore della venerazione delle immagini; è a questo che dobbiamo lo sviluppo della pittura come forma d'arte nel seguente millennio. Chissà: forse, essendo donna, l'imperatrice capiva i vantaggi di una esposizione estetica delle proprie ragioni molto meglio dei maschi.
Costei peraltro era un soggetto da prendere colle molle. Nel 780, alla morte del marito, Leone IV, assunse la reggenza per conto del figlio, Costantino, che allora aveva nove anni; tuttavia, quando raggiunse la maggiore età, la madre si guardò bene dal cedergli il trono: in omaggio al comandamento 'non uccidere' gli fece cavare gli occhi, così da impedirgli di regnare. Irene continuò a gestire lei stessa il potere finché non venne destituita da una congiura di palazzo, dopo 22 anni di regno; morì l'anno seguente.
Costei peraltro era un soggetto da prendere colle molle. Nel 780, alla morte del marito, Leone IV, assunse la reggenza per conto del figlio, Costantino, che allora aveva nove anni; tuttavia, quando raggiunse la maggiore età, la madre si guardò bene dal cedergli il trono: in omaggio al comandamento 'non uccidere' gli fece cavare gli occhi, così da impedirgli di regnare. Irene continuò a gestire lei stessa il potere finché non venne destituita da una congiura di palazzo, dopo 22 anni di regno; morì l'anno seguente.
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