12.4.16

K47

# Il sottofondo indoeuropeo della cultura occidentale è una specie di basso dominante, che da il tono alla nostra visione del mondo; lungi dal combatterlo, il cristianesimo ha dovuto appropriarsene, per affermarsi fra i popoli europei. Ad esempio la basilica di San Pietro, centro della cristianità, assomiglia a un tempio indù, non certo a una sinagoga: basta citare il Giudizio Universale di Michelangelo perché risulti palese come il culto delle immagini sia una parte preponderante della religione cattolica, eppure il presunto Verbo divino non potrebbe essere più chiaro in proposito (1):

Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tale cose e non servir loro.

Come spiegare, allora, ad esempio questo dipinto ?


Mistero; chiunque è in grado di apprezzarlo come opera d'arte, ma mi sembra che questo non basti a giustificarne l'esistenza, soprattutto all'epoca della sua creazione, dominata dai precetti religiosi. A darne ragione con ogni probabilità è il fatto che nei popoli europei non è mai cessato il rimpianto per i templi dedicati agli dei pagani, colmi di statue e dipinti coloratissimi; è sembrata una soluzione migliore contravvenire ad un divieto a noi estraneo, che rinunciare a quando richiesto dalla propria indole più radicata.

Nota
1. Esodo, 20, 4.

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