29.3.16

K43

# Il viaggio nel tempo è un sogno che assilla la fantascienza almeno dalla fine dell'Ottocento, quando Herbert G. Wells pubblicò il suo romanzo "The Time Machine". Ai giorni nostri, l'intera saga di Terminator ha come presupposto il viaggio indietro nel tempo del cyborg assassino inviato da Skynet ad uccidere Sarah Connor prima che generi il futuro capo della Resistenza umana contro le macchine, John Connor.
Dal punto di vista scientifico, il viaggio nel futuro è teoricamente agevole: basta viaggiare nella nostra galassia all'incirca alla velocità della luce per 10 anni, e quando si sarà tornati sulla Terra ne saranno trascorsi mille. Il risultato stravagante lo ha chiarito Albert Einstein con la sua teoria della relatività: il tempo è relativo, e più si fa veloci, più passa lentamente.
Purtroppo per i fanboys delle avventure alla Terminator, tra cui il sottoscritto, il viaggiare indietro nel tempo è molto più difficile: la teoria della relatività ristretta lo proibiva, le equazioni della relatività generale hanno rimosso questa limitazione, senza però darci un'idea di come il viaggio indietro nel tempo sia realizzabile. Il problema affascinò anche Kurt Gödel, il grande matematico austriaco autore dei fondamentali Teoremi di Incompletezza, che lo risolse con le cosiddette "curve chiuse di tipo tempo".
Dopo di lui gli astrofisici hanno ipotizzato l'esistenza di curve chiuse chiamate "wormholes", sorta di gallerie congiungenti punti diversi dello spazio-tempo. L'intero nostro universo potrebbe essersi generato in uno di questi "wormhole", dopo essere sfuggito al loop temporale, ma per adesso queste sono mere supposizioni, senza alcuna possibilità di verifica sperimentale. Il viaggio nel tempo rimane confinato alla fantascienza, genere che, chissà perché, Einstein aborriva.

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