12.1.16

K20

# Il fatto che ancora al giorno d'oggi si avanzino pretese ad una superiorità etica o morale aventi come base la propria esperienza religiosa sarebbe solo ridicolo, se non causasse tanto dolore a chi da questa presunta superiorità vede condannate le proprie scelte esistenziali.
Ho usato l'aggettivo 'ridicolo', ma non vorrei così sminuire l'intera sfera religiosa, che un qualche interesse in effetti lo ha ancora, almeno dal punto di vista psicologico, se non psicopatologico: le esperienze religiose o morali ci dicono qualcosa riguardo alla conformazione psicologica di chi le prova, o le vanta, ma non aggiungono nulla alla conoscenza del mondo.
Qualunque asserzione fondata su basi metafisiche proclamante l'esistenza di un mondo dei valori distinto dal mondo dei fatti implica una profonda disonestà intellettuale, i cui moventi sono spesso inconfessabili. In ogni caso essi forniscono solo materiale alla psicanalisi, quando non, come capita sovente, alle forze dell'ordine ed ai tribunali competenti.

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