28.7.15

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# Fra i miei scrittori preferiti vi è un autore che incarna a perfezione lo spirito del Romanticismo tedesco: Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (1776-1822). I suoi racconti riescono sempre a sorprendermi, anche quando, ormai, mi capita di rileggerli, popolati come sono di personaggi stravaganti e donne bellissime, che possono rivelarsi degli automi o dei vampiri, ma che nondimeno hanno sempre lo stesso effetto sulle loro controparti maschili.
Prendiamo un racconto che mi è capitato di rileggere di recente: Le miniere di Falun. Il protagonista, Ellis Fröbom incontra Ulla, ed ecco cosa succede:

Non appena Ellis ebbe scorto la ragazza, fu come se la folgore gli avesse colpito il petto, dando fuoco a tutta la gioia, a tutte le pene d'amore, a tutto l'ardore che erano chiusi in lui.

Naturalmente il goffo spasimante non può fare a meno di comportarsi da perfetto idiota:

Quando gli passò vicino sfiorandolo, con voce tremante Ellis sussurrò il suo nome. Ulla si guardò intorno e scorse il povero Ellis, che se ne stava lì immobile col volto coperto di un rossore infuocato, gli occhi bassi, incapace di pronunziare parola.

I racconti di Hoffmann hanno spesso per tema delle ossessioni, tanto da aver destato l'interesse psicoanalitico di Freud, ma in questo caso l'ossessione di Ellis non è Ulla, che lo ricambia quasi subito.
Ellis è un marinaio che diventa minatore per poter stare accanto alla sua Ulla, il cui padre è capo minatore nelle miniere di Falun, tuttavia quando scende nel pozzo viene catturato dai suoi ambienti bui, claustrofobici, ed alla luce emanata dalla ragazza preferisce il buio della miniera, che forse è la discesa in sé stesso, nei meandri del proprio inconscio.
Il giorno delle nozze Ellis decide di scendere nel pozzo, sebbene Ulla, colta da un presentimento funesto lo supplichi di non farlo, avanzando a pretesto l'avere scorto una pietra di carbonchio che vuole donarle; una frana però lo travolge, seppellendolo nella sua ossessione.

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