30.6.15

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# I rapporti fra Cesare e Bruto erano complicati dal fatto che il primo fu, per tutta la vita, l'amante della madre del secondo, Servilia; forse l'austerità di Bruto non approvava questa relazione nota a tutti, e che superò come se niente fosse i due matrimoni della donna e i quattro di Cesare. Altrettanto invisa essa era al fratellastro di Servilia, Catone Uticense. Racconta Plutarco che ai tempi della congiura di Catilina, durante una seduta del Senato a Cesare venne consegnato un biglietto, che lesse subito; Catone insorse, accusandolo di ricevere istruzioni dai congiurati, ma lui glielo passò: si trattava di una letterina scollacciata di sua sorella. Conclude il biografo: "Dunque la passione di Servilia per Cesare era notoria" (1); questo tuttavia non significa che Bruto fosse figlio di Cesare, visto che fra i due vi erano solo quindici anni di differenza.
Ma Servilia non era solo una donna appassionata: Ronald Syme, nella "Rivoluzione Romana", la definisce "la più notevole delle forze dominanti dietro l'insegna e la facciata del governo costituzionale" e anche "la grande signora della politica ... che aveva in sé tutta l'ambizione rapace dei patrizi Servilii, instancabilmente impegnata a riconquistare il potere per la sua casata."
Che fosse un soggetto notevole ce lo conferma Svetonio, secondo il quale "Cesare la amò più di ogni altra ... durante le guerre civili, oltre a molti altri regali, le aveva fatto assegnare all'asta vastissime proprietà a un prezzo irrisorio" (2). Considerato che Servilia, sorella del Catone suicidatosi ad Utica per non cadere nelle mani del dittatore, dal punto di vista politico era all'opposto di Cesare, questo mi sembra, come minimo, un evidente attestato di stima personale.

Note
1. Vita di Bruto, 5.
2. Divus Iulius, L.

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