# Aforismi inattuali
Fra tutti i poeti italiani prediligo il mio amato Petrarca. Nessun poeta al mondo l'ha mai superato per profondità e intimità di sentimento e per la sua espressione immediata che sull'istante afferra il cuore. Perciò i suoi sonetti e canzoni mi sono incomparabilmente più cari delle orripilanti frottole di Dante ... Petrarca è stato sempre e rimarrà il poeta del mio cuore. Che l'eccellentissima "epoca moderna" osi parlarne con un certo disprezzo è qualcosa che mi conferma nel mio giudizio.
Arthur Schopenhauer
E' per frasi simili che continuo a leggere ed apprezzare il ruvido, scorbutico ed a volte perfino arrogante e presuntuoso pensatore tedesco. Del resto il suo 'amato Petrarca' è sempre stato fra i miei poeti preferiti.
O tempo, o ciel volubil che fuggendo
inganni i ciechi e miseri mortali,
o dì veloci più che tempo e strali,
ora ab experto vostre frodi intendo.
Ma scuso voi e me stesso riprendo,
ché natura a volar v'aperse l'ali,
a me diede occhi, ed io pur ne' miei mali
li tenni, onde vergogna e dolor prendo;
e sarebbe ora, ed è passata omai,
di rivoltarli in più secura parte
e poner fine a li 'nfiniti guai.
Né dal tuo giogo, Amor, l'alma si parte,
ma dal suo mal: con che studio, tu 'l sai;
non a caso è vertute, anzi è bell'arte.
Fra tutti i poeti italiani prediligo il mio amato Petrarca. Nessun poeta al mondo l'ha mai superato per profondità e intimità di sentimento e per la sua espressione immediata che sull'istante afferra il cuore. Perciò i suoi sonetti e canzoni mi sono incomparabilmente più cari delle orripilanti frottole di Dante ... Petrarca è stato sempre e rimarrà il poeta del mio cuore. Che l'eccellentissima "epoca moderna" osi parlarne con un certo disprezzo è qualcosa che mi conferma nel mio giudizio.
Arthur Schopenhauer
E' per frasi simili che continuo a leggere ed apprezzare il ruvido, scorbutico ed a volte perfino arrogante e presuntuoso pensatore tedesco. Del resto il suo 'amato Petrarca' è sempre stato fra i miei poeti preferiti.
O tempo, o ciel volubil che fuggendo
inganni i ciechi e miseri mortali,
o dì veloci più che tempo e strali,
ora ab experto vostre frodi intendo.
Ma scuso voi e me stesso riprendo,
ché natura a volar v'aperse l'ali,
a me diede occhi, ed io pur ne' miei mali
li tenni, onde vergogna e dolor prendo;
e sarebbe ora, ed è passata omai,
di rivoltarli in più secura parte
e poner fine a li 'nfiniti guai.
Né dal tuo giogo, Amor, l'alma si parte,
ma dal suo mal: con che studio, tu 'l sai;
non a caso è vertute, anzi è bell'arte.
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