# Immagino sia consolante assistere ai tentativi dell'odierno successore di Pietro di riformare la curia papale, e nel caso si abbia qualche interesse personale all'argomento, ci si può se mai lamentare che arrivino con troppo ritardo.
Tuttavia anche gli estranei credo guardino con stupore allo sforzo di capovolgere comportamenti profondamente radicati, e uno stato delle cose che più che marcio si può definire putrefatto. Voglio dire, per me ognuno può credere a quello che vuole, ma niente giustifica il fatto che le istituzioni finanziarie della Chiesa fossero comprese nella lista nera di quelle compromesse col riciclaggio del denaro sporco di trafficanti d'armi e di droga, o che a qualunque mafioso bastasse fare un po' di carriera per aprire un conto allo Ior. Per non parlare poi dei ricorrenti scandali di natura sessuale, e della peggior natura, fra l'altro; perché in Italia qualcuno ne parlasse hanno dovuto muoversi nientemeno che le Nazioni Unite, censurando aspramente il comportamento della Santa (si fa per dire) Sede.
Di fronte a tanta ipocrisia, che sfocia in condotte buffonesche, forse era meglio quando i pontefici pensavano a divertirsi, e nessuno ci trovava niente di male; ad esempio Papa Alessandro VI, in occasione del matrimonio di sua figlia, Lucrezia Borgia, diede una festa in Vaticano in cui ballarono cinquanta ragazze del tutto nude. Bisogna aggiungere che al giorno d'oggi un simile scandalo non sarebbe possibile: se sfuggissero alle guardie svizzere, le ragazze nude verrebbero fermate sulla soglia di San Pietro dalla ben nota 'lobby gay' imperante nei palazzi apostolici.
Tuttavia anche gli estranei credo guardino con stupore allo sforzo di capovolgere comportamenti profondamente radicati, e uno stato delle cose che più che marcio si può definire putrefatto. Voglio dire, per me ognuno può credere a quello che vuole, ma niente giustifica il fatto che le istituzioni finanziarie della Chiesa fossero comprese nella lista nera di quelle compromesse col riciclaggio del denaro sporco di trafficanti d'armi e di droga, o che a qualunque mafioso bastasse fare un po' di carriera per aprire un conto allo Ior. Per non parlare poi dei ricorrenti scandali di natura sessuale, e della peggior natura, fra l'altro; perché in Italia qualcuno ne parlasse hanno dovuto muoversi nientemeno che le Nazioni Unite, censurando aspramente il comportamento della Santa (si fa per dire) Sede.
Di fronte a tanta ipocrisia, che sfocia in condotte buffonesche, forse era meglio quando i pontefici pensavano a divertirsi, e nessuno ci trovava niente di male; ad esempio Papa Alessandro VI, in occasione del matrimonio di sua figlia, Lucrezia Borgia, diede una festa in Vaticano in cui ballarono cinquanta ragazze del tutto nude. Bisogna aggiungere che al giorno d'oggi un simile scandalo non sarebbe possibile: se sfuggissero alle guardie svizzere, le ragazze nude verrebbero fermate sulla soglia di San Pietro dalla ben nota 'lobby gay' imperante nei palazzi apostolici.
Nessun commento:
Posta un commento