11.10.13

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# A noi può sembrare assurdo che in certi paesi del mondo la vita di tutti i giorni debba fare i conti con la guerra civile ed i massacri casa per casa, ma è meglio non dimenticare che solo qualche secolo fa, un attimo nella scala evolutiva della specie umana, quella era l'esistenza di molti europei.
Prendiamo ad esempio una nazione che oggi fa notizia solo per le vicende della sua casa reale, la Gran Bretagna. Per secoli questo paese civilissimo è stato teatro di lotte per il potere e discordie civili di una ferocia inumana; volendo farsene un'idea si possono ovviamente leggere i drammi storici di Shakespeare, oppure cercare sui siti peer-to-peer due miniserie televisive di qualche anno fa, Pillars of the Earth e World Without End, che narrano vicende di un'epoca ancora anteriore. Tratte da libri di Ken Follet, esse possono dare un'idea di come si vive al giorno d'oggi nei paesi del Medio Oriente, tra fanatismo religioso, stragi insensate e assoluto disprezzo della vita avvolto in farneticazioni pretesche.
Si potrebbe pensare che sia la dominanza maschile a imporre questo culto della morte, ma si rischia di essere troppo ottimisti. Ecco la locandina di un'altra serie storica, conclusasi da poco, prodotta dalla BBC insieme al canale via cavo Starz.


Piuttosto sinistro il sottotitolo: gli uomini vanno in battaglia, le donne muovono guerra.
La "White Queen" è Elizabeth Woodville, moglie di re Edoardo IV, e quindi cognata di Riccardo Duca di Gloucester, il futuro e famigerato Riccardo III, che farà uccidere i suoi due figli.
Elizabeth ne ha il presagio, nella potente tragedia di Shakespeare:

Ah me, I see the ruin of my house !
The tiger now hath seiz'd the gentle hind;
Insulting tyranny begins to jet
Upon the innocent and awless throne:
Welcome, destruction, blood and massacre !
I see, as in a map, the end of all.

Life and Death of King Richard III
Act II Scene IV

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