18.9.13

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# Scrive Karl Marx nella "Premessa" a "Miseria della Filosofia":

Il signor Proudhon ha, in Europa, la sfortuna di essere misconosciuto in una maniera singolare. In Francia, ha il diritto di essere un cattivo economista, in quanto passa per un buon filosofo tedesco. In Germania ha il diritto di essere un cattivo filosofo, in quanto passa per un economista francese dei più autorevoli.

Ovviamente il sarcasmo del grande filosofo ed economista significa solo che il suo avversario non era né l'uno né l'altro. Mi sono ricordato di questa premessa interessandomi ad un argomento del tutto diverso, la teoria delle stringhe, o meglio leggendo un libro scritto da un matematico americano, Peter Woit; si tratta di "Nemmeno sbagliata", che per sottotitolo ha "Il fallimento della teoria delle stringhe e la corsa all'unificazione delle leggi della fisica". Lettura impegnativa ma in qualche modo rinfrescante, nel caldo estivo.
Secondo Woit i fisici teorici estranei ad essa considerano la teoria delle stringhe tutt'al più matematica pura, visto che non è in grado di fare previsioni confermabili da un esperimento (1); mentre i matematici, avvezzi al rigore dei teoremi ed all'eleganza delle loro dimostrazioni, reputano la suddetta teoria, per bene che vada, la speranza che esista una teoria.
Purtroppo in mancanza di solidi appigli a risultati sperimentali entra in gioco la natura umana, e fin troppo umani interessi di bottega: la teoria delle stringhe, o delle superstringhe, o teoria-M (2) è talmente complicata che servono anni solo per capirci qualcosa; se alla fine di questo tirocinio ci si rende conto che è un vicolo cieco, risulta lo stesso impossibile rinunciarvi, a meno di non bruciare la propria carriera accademica. Mi spiace aggiungere che esistono tentativi di rendere la teoria una specie di culto new age, e di collegarla alla millenaria sapienza filosofica indiana; anch'io vi ho visto nessi, interessandomi all'uno o all'altro argomento, ma li ho sempre considerati curiosità, mentre la scienza dovrebbe occuparsi di fatti.
Ecco allora che torna utile leggere Marx, il quale dice, nello scritto citato all'inizio:

L'opera del signor Proudhon (3) non è un trattato di economia politica puro e semplice, un libro ordinario; è una Bibbia: "Misteri", "Segreti strappati dal seno di Dio", "Rivelazioni", non vi manca nulla.

Chi avrebbe mai immaginato che dopo un secolo e mezzo di rivoluzioni scientifiche ci saremmo trovati a dover fare le stesse considerazioni ?

Note
1. Ossia non è falsificabile, direbbe Karl Popper.
2. Nessuno sa cosa significhi la M: gli adepti parlano di magia, o mistero; i critici di masturbazione, attività che peraltro non delude mai, essendo, come ha detto una volta Woody Allen, un modo per mettersi in contatto con qualcuno che si ama davvero.
3. "Filosofia della Miseria", a cui Marx rispose appunto con "Miseria della Filosofia".

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