# A cosa serve la stupidità ? Se nel corso di milioni di anni di evoluzione questo tratto caratteristico della specie umana non è stato eliminato, ed è presente in chiunque, anche nelle menti più elevate (1), una sua utilità deve averla.
Forse è una specie di anestetico, un sonno ad occhi aperti che ci permette di tollerare le asperità della vita, prima che ci accolga la 'restful death', secondo l'espressione di Shakespeare. L'unica differenza fra di noi è la profondità del sonno, e la durata dei risvegli: c'è chi dorme tutta la vita il sonno degli stupidi, chi sta sveglio più a lungo, ma poi ricade nel torpore e chi è sveglio solo se svolge una determinata attività, come capita a molti artisti (ma anche, ad esempio, ai campioni sportivi).
Questo anestetico diventa una vera e propria droga nei momenti di difficoltà economica e sociale; al giorno d'oggi ne circola una quantità spropositata, e gli inveterati spacciatori si posizionano nei punti opportuni, dopo aver rinnovato il personale. Lo spettacolo è divertente, ma ormai è come se fossimo condannati ad un riso eterno, e non potessimo più sorridere.
Enfin, nous avons, pour noyer
Le vertige dans le délire,
Nous, prêtre orgueilleux de la Lyre,
Dont la gloire est de déployer
L'ivresse des choses funèbres,
Bu sans soif et mangé sans faim ! ...
- Vite soufflons la lampe, afin
De nous cacher dans les ténèbres ! (2)
Note
1. Fin troppo facile fare l'esempio di Mozart, che a quanto pare assodato era un ridicolo idiota, ma siccome la sua musica non mi piace, mi si potrebbe accusare d'essere di parte. Citerò allora uno dei miei autori preferiti, Baudelaire, il quale durante le sommosse del 1848 a Parigi, epocale momento storico, saliva sulle barricate proponendo di fucilare il suo patrigno, il generale Jacques Aupick, un severo militare che non riusciva a sopportare.
2. Charles Baudelaire, L'examen de minuit, versi finali
Additions de la troisième édition des "Fleurs du Mal", IV
Infine abbiamo, per annegare
la vertigine nel delirio,
noi, preti orgogliosi della Lira,
la cui gloria è ostentare
l'ebbrezza delle cose funebri,
bevuto senza sete, e mangiato senza fame ! ...
- Presto, spegniamo la lampada,
per poterci nascondere nelle tenebre !
In molte occasioni il poeta francese si dimostrava umano, e fin troppo umano, come direbbe Nietzsche, ma quando scriveva poesia era davvero un Illuminato.
Forse è una specie di anestetico, un sonno ad occhi aperti che ci permette di tollerare le asperità della vita, prima che ci accolga la 'restful death', secondo l'espressione di Shakespeare. L'unica differenza fra di noi è la profondità del sonno, e la durata dei risvegli: c'è chi dorme tutta la vita il sonno degli stupidi, chi sta sveglio più a lungo, ma poi ricade nel torpore e chi è sveglio solo se svolge una determinata attività, come capita a molti artisti (ma anche, ad esempio, ai campioni sportivi).
Questo anestetico diventa una vera e propria droga nei momenti di difficoltà economica e sociale; al giorno d'oggi ne circola una quantità spropositata, e gli inveterati spacciatori si posizionano nei punti opportuni, dopo aver rinnovato il personale. Lo spettacolo è divertente, ma ormai è come se fossimo condannati ad un riso eterno, e non potessimo più sorridere.
Enfin, nous avons, pour noyer
Le vertige dans le délire,
Nous, prêtre orgueilleux de la Lyre,
Dont la gloire est de déployer
L'ivresse des choses funèbres,
Bu sans soif et mangé sans faim ! ...
- Vite soufflons la lampe, afin
De nous cacher dans les ténèbres ! (2)
Note
1. Fin troppo facile fare l'esempio di Mozart, che a quanto pare assodato era un ridicolo idiota, ma siccome la sua musica non mi piace, mi si potrebbe accusare d'essere di parte. Citerò allora uno dei miei autori preferiti, Baudelaire, il quale durante le sommosse del 1848 a Parigi, epocale momento storico, saliva sulle barricate proponendo di fucilare il suo patrigno, il generale Jacques Aupick, un severo militare che non riusciva a sopportare.
2. Charles Baudelaire, L'examen de minuit, versi finali
Additions de la troisième édition des "Fleurs du Mal", IV
Infine abbiamo, per annegare
la vertigine nel delirio,
noi, preti orgogliosi della Lira,
la cui gloria è ostentare
l'ebbrezza delle cose funebri,
bevuto senza sete, e mangiato senza fame ! ...
- Presto, spegniamo la lampada,
per poterci nascondere nelle tenebre !
In molte occasioni il poeta francese si dimostrava umano, e fin troppo umano, come direbbe Nietzsche, ma quando scriveva poesia era davvero un Illuminato.
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